Downton Abbey torna e ricompatta gli inglesi

Martedì 10 Settembre 2019 di Cristina Marconi

LONDRA Non mancherà nessuno, alla riunione della blasonata famiglia Crawley tra le sfarzose sale della famosa dimora storica Downton Abbey: dal conte di Grantham, il capofamiglia, alla primogenita Lady Mary, fino alla nonna Lady Violet con la sua lingua tagliente e le espressioni impareggiabili di Maggie Smith, nessuno ha detto di no quando si è trasformata la fortunata serie televisiva in un film, ambientato nell'autunno del 1927 e attesissimo da un pubblico internazionale che non si è dato pace in questi quattro anni di silenzio di Downton Abbey. Uscirà venerdì 13 nel Regno Unito (ieri a Londra c'è stata l'elegantissima première al Cineworld Leicester Square) e poi il 24 ottobre in Italia e tornerà a raccontare la storia della famiglia aristocratica più famosa del mondo, alle prese con una visita reale che mette tutti in uno stato di eccitata apprensione.

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I VOLTI
Perché Giorgio V e la regina Mary, nonni dell'attuale regina Elisabetta II, vanno ovviamente accolti con tutti gli onori, ma piccoli e grandi problemi impensieriscono i vari membri della famiglia Crawley, con Lady Mary preoccupata per un tetto che perde e per il quale non ci sono i soldi per intervenire e una situazione incandescente nelle cucine, dove soffiano venti di ribellione e dove l'arrivo dello chef francese di Giorgio V, deciso a detronizzare il cuoco di casa, rischia di far esplodere tutto.
Ai volti noti e amati del cast si sono aggiunte alcune novità, tra cui la grande attrice teatrale Imelda Staunton, nota al grande pubblico per il ruolo di Dolores Umbridge nella saga di Harry Potter e di Vera Drake nell'omonimo film di Mike Leigh. Sposata nella vita con Jim Carter, l'attore che interpreta Carson, l'impeccabile maggiordomo, la Staunton sarà Lady Maud Bagshaw, dama di compagnia della regina con qualche trascorso non proprio amichevole con la downager Lady Violet, con cui è facile immaginare che si scambieranno battute memorabili, scritte con la consueta maestria da Julian Fellowes, grande osservatore delle dinamiche sociali dell'aristocrazia britannica e felice di vedere la sua creatura Dowton Abbey raggiungere finalmente il grande schermo grazie a una storia che, ha spiegato, è ispirata a una visita della famiglia reale in Yorkshire nel 1912.
Con un nuovo grado di ambizione e sfarzo nella maniera in cui la vicenda della famiglia Crawley è raccontata: oltre a Highclare Castle, residenza aristocratica del Berkshire il cui profilo merlato è diventato ormai celebre, il film è stato girato a Wentworth Woodhouse, che con 365 stanze e la più grande facciata d'Europa è un gioiello dell'architettura neoclassica, e a Harewood House, dalle parti di Leeds. Inoltre ci sono più scene corali, a cavallo o di danze, e soprattutto c'è una lunghissima e scintillante cena con 13 portate le cui riprese sono durate un'eternità, anche per il puntiglio con cui a ogni nuovo ciak era necessario verificare che i contenuti dei piatti fossero identici a quello precedente (ma per non ingozzarsi, gli attori hanno mangiato solo cetrioli e crescione).
Da quando la serie si è interrotta dopo l'episodio di Natale del 2015, il Regno Unito è molto cambiato e, in una fase di enorme smarrimento, farà sicuramente piacere al pubblico ritrovare un'immagine così famigliare, rassicurante e pacificata della britannicità, con un rapporto tra classi alte e classi popolari magari conflittuale ma sempre improntato a una fondamentale benevolenza reciproca.
LA NOSTALGIA
Una Britishness da esportazione, che fa impazzire gli americani e che secondo molti osservatori, critici e intellettuali in questi anni ha fomentato quel senso nostalgico di eccezionalità che ha portato alla Brexit e altre scelte politiche di questa fase incandescente. Il Regno Unito conservatore e monarchico così lontano dalla cool Britannia eppure così amato in tutto il mondo per la sua inesauribile riserva di tradizioni, eccentricità e amore per la natura, ha trovato in prodotti culturali come questa o come Harry Potter la base del suo soft power che gli ha permesso di continuare a sentirsi un po' un impero.
La serie di Downton Abbey inizia con il naufragio del Titanic, nel 1912, e in quindici anni, oltre alla guerra, racconta una fase di enormi cambiamenti. Oltre al fatto che Lady Mary e le altre protagoniste della storia non devono più indossare corsetti ma hanno i capelli corti e i vestiti sbracciati e destrutturati degli Anni Venti anche in questo caso sui costumi è stato fatto un lavoro eccezionale, con alcuni dei vestiti di scena addirittura stanati in qualche mercatino dell'antiquariato di Londra nel 1927 la monarchia britannica sa che per sopravvivere deve riaffermarsi, anche perché l'eco delle fucilate che hanno posto fine alla dinastia dei Romanoff in Russia risuona ancora e molti paesi europei non hanno più una famiglia reale. In questo piccolo mondo antico fatto di riti e di rispetto reciproco continuerà una storia, secondo le anticipazioni, così piena di colpi di scena che pure gli attori, stando al racconto di Fellowes, sono rimasti a bocca aperta. Una trama così ricca che potrebbe, perché no, esserci un sequel.

 

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