CORONAVIRUS

Coronavirus, a scuola da settembre: in classe massimo 20 alunni e ingressi scaglionati

Giovedì 16 Aprile 2020 di Francesco Pacifico

Orari scaglionati d'ingresso all'interno dei singoli istituti. Contingentamento nel numero degli allievi di una stessa classe. Doppi turni e distanza di almeno un metro tra i banchi. La fase 2 della scuola non inizierà prima di settembre. Lo ha fatto capire il ministro dell'Istruzione, Lucia Azzolina, e ne sono convinti anche in Campidoglio, dove hanno la competenza diretta soltanto su asili nidi e scuola dell'infanzia comunale. Ma stanno preparando una serie di regole per rimodulare gli accessi anche negli altri istituti: primarie, secondarie e superiori, dove l'ultima parola (non soltanto sugli orari) è del governo.
Detto questo a Palazzo Senatorio si sta studiando una serie di prescrizioni per l'afflusso, che vale non soltanto sul fronte dell'istruzione ma anche negli uffici pubblici e privati. L'obiettivo, chiaramente, è quello di evitare assembramenti, perché anche nella fase 2 il rischio di contagio da Covid-19 sarà molto alto, così come si vogliono evitare assalti in massa ai mezzi pubblici e congestione del traffico automobilistico superiore alla norma. In quest'ottica si sta ipotizzando di scaglionare l'orario di avvio delle diverse attività: tra le 7.45 e le 8.30 per quelle scolastiche, alle 9 per gli uffici che erogano servizi comunali (tenendo conto che molte pratiche si gestiranno online e che il Comune vuole mantenere il 20 per cento dei suoi dipendenti in smart working), dopo le 9.30 per le realtà private.

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Tornando alla scuola, e in colllaborazione con il dicastero di viale Trastevere, in Comune si stanno valutando come prescrizioni la scaglionamento dell'orario d'inizio delle singole classi: per evitare assembramenti fuori dai portoni, e con un intervallo dei 15 minuti, alcuni entreranno prima delle 8, altri dopo quell'ora. Alcune scolaresche resteranno a casa e seguiranno le lezioni online, come in queste giorni. Altre ancora andranno di pomeriggio. In quest'ottica, per recuperare più tempo per la didattica, gli istituti saranno aperti anche il sabato.
Facile immaginare per studenti e insegnanti l'obbligo di mascherine, guanti e distanza minima di un metro tra ogni banco. Si sta anche valutando come contingentare il numero degli allievi: si ipotizza un tetto di 20 componenti, dopodiché, pur con le difficoltà che comporta reclutare altri docenti, si formeranno altre classi. Soltanto un genitore potrà accompagnare a scuola il proprio figlio. Sul fronte universitario, dove è più facile tenere lezioni e didattiche in remoto, il Comune sta rilanciando quanto disposto qualche anno fa con il piano neve: gli atenei apriranno dopo gli uffici pubblici.
«Stiamo lavorando - ha confermato Virginia Raggi - con un nostro Dipartimento e le università a una apertura scaglionata dei vari orari di ingresso. Di più, stiamo ragionando sulla possibilità di diversificare gli orari per scuole, uffici pubblici e atenei così da diluire il carico di persone durante la mattinata, per non avere più le ore di punta».

TRASPORTI E DEVICE
Norme, quindi, per salvaguardare la salute, evitare assembramenti, ma che potrebbero anche cambiare i bioritmi della città. L'ultima parola, come detto, l'avranno il governo, con le ordinanze che la stessa Azzolina si accinge a presentare e l'ufficio scolastico regionale.
Intanto, 48 ore fa, la sindaca ha inviato una circolare a tutti i Municipi per conoscere il numero di device (pc, palmari e smartphone) negli asili nido e nelle scuole dell'infanzia comunali per gestire la didattica online. Sempre in queste ore si sta lavorando con Roma Multiservizi, in attesa del nuovo appalto per la pulizia degli stabili, per garantire anche sistemi di igienizzazione, che saranno comunque curati da ditte private. Il Campidoglio, poi, sta studiando come rimodulare i servizi di trasporto scolastico, garantendo i distanziamenti.

Ultimo aggiornamento: 16:54 © RIPRODUZIONE RISERVATA