La pubblicità ora entra nei tuoi sogni. Allarme degli scienziati: «Servono regole»

Leonardo DiCaprio e Marion Cotillard in una scena di Inception.
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Mercoledì 7 Luglio 2021, 12:42 - Ultimo aggiornamento: 13:50

I messaggi pubblicitari possono entrare nei nostri sogni, e indurci a comprare qualsiasi cosa? I sogni sono desideri, cantava Cenerentola. E in un celebre film di Christopher Nolan, "Inception" (2010), si va molto più in là: si immagina di poter entrare nei sogni altrui, per modificare le convinzioni e le decisioni delle persone, entrando nei luoghi più segreti della mente. Ora un esperimento condotto dal gigante della birra Coors, con una nuova campagna con l’obiettivo di infiltrarsi nei sogni dei consumatori per indurli a comprare i suoi prodotti, ha provocato la reazione degli scienziati, che hanno scritto una lettera aperta contro test del genere.

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L'azienda ha incoraggiato le persone a guardare un video online prima di dormire, e quindi ad ascoltare un “paesaggio sonoro” di otto ore durante la notte, con l’obiettivo di provocare negli utenti sogni “rinfrescanti” - e quindi di essere indotti a stappare una bottiglia. Non è noto quanti abbiano aderito all’iniziativa, e quali siano stati i risultati. Ma Bob Stickgold, un neuroscienziato e professore di psichiatria dell’Università di Harvard, mette in guardia: «Stanno cercando di instillare una droga che dà dipendenza nelle persone ingenue, che non capiscono cosa stanno rischiando». Stickgold è uno dei 35 studiosi che hanno firmato una lettera aperta contro le compagnie che usano questi metodi di “incubazione del sonno”. «Queste tecnologie possono essere, potenzialmente, molto dannose, e bisogna vigilare». 

Il concetto di “incubazione del sonno” esiste da molto tempo: Salvador Dalì, per esempio, usava un cucchiaio che teneva in mano per svegliarsi quando prendeva sonno, e ricordarsi così dei propri sogni. L’idea di indurre sogni in maniera controllata, più di recente, è stata utilizzata per ottenere certi risultati. Nel 2014, scrive il Guardian, uno studio ha dimostrato che i fumatori esposti all’odore di sigarette e di uova marce mentre dormivano, erano meno suscettibili del 30 per cento all’impulso di accendere una sigaretta. 

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Stickgold teme per esempio la diffusione di device come Alexa e simili, usati da 30 milioni di persone del mondo, e che potrebbero essere usate per stimolare acquisti compulsivi nel sonno. Per questo, il ricercatore sta cercando di mettere sull’avviso le autorità regolatorie americane, affinché impongano misure per limitare l’uso “dannoso” di queste tecnologie.

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