Torino, aperitivi dei negazionisti dentro alla torteria di Chivasso: sequestrato il locale

Torino, aperitivi negazionisti dentro alla torteria di Chivasso: sequestrato il locale
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Più di 150 multe, centinaia di violazioni delle norme anti Covid e la sospensione dell'attività. Ma ora arriva il sequestro per la Torteria di via Orti, a Chivasso, provincia di Torino, da tempo pieno di negazionisti. È da novembre che la titolare, Rosanna Spatari, continua nelle proteste contro le restrizioni. E anche ieri, dentro al bar, c'era un gruppo numeroso di persone che consumava nonostante il divieto di vendere all'interno degli esercizi commerciali. Ma stavolta non potrà più andare avanti, perché i carabinieri sono intervenuti e il fabbro ha cambiato la serratura. La donna ha anche urinato per strada dopo il divieto di andare in bagno nel locale ed è salita sul carro attrezzi per evitare il sequestro della sua auto.

Le proteste«Vergognatevi – grida Rosanna Spatari, titolare della Torteria – la gente moriva anche prima. Sveglia!». Insieme alla donna c'erano una trentina di negazionisti che protestano: la maggior parte senza mascherina. Le forze dell'ordine hanno dovuto formare un cordone per tenerli a distanza. Ci sono stati, poi, momenti di tensione. «Io lotto per i diritti umani, mi dovete rispettare», urla l'esercente, sostenuta da alcuni suoi clienti. «A che ora se ne vanno che veniamo qui? Veniamo qui stasera, ci mettiamo fuori», dice uno, mentre altri gridano «dittatura dittatura» e sostengono che «la guerra era meglio», polemizzando con i giornalisti presenti perché non vogliono essere ripresi e fotografati. «Lasciateci morire in pace», urlano altri all'indirizzo delle forze dell'ordine.

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Le continue violazioni - Le violazioni sono state considerate dalla Prefettura di Torino «gravi». Anche perché l'attività era stata già sospesa. E per questo la procura di Ivrea aveva aperto un procedimento penale sulla Torteria. Gli aperitivi con assembramenti «hanno comportato potenziali situazioni di rischio per la salute pubblica». C'è poi anche una questione di rispetto verso chi le norme le rispetta. «Gli interventi sanzionatori di tali condotte, ora sottoposte al vaglio anche in sede penale, oltre ad assicurare il rispetto della legalità costituiscono un atto doveroso - prosegue la Prefettura - anche nei confronti dell'atteggiamento in grandissima parte responsabile e rispettoso delle disposizioni tenuto dagli operatori del settore nel territorio di Torino a fronte dei disagi sopportati in conseguenza delle restrizioni adottate per il contenimento del contagio». Il locale sarà ora consegnato al custode giudiziario nominato dall'autorità giudiziaria.

Giovedì 6 Maggio 2021, 11:19 - Ultimo aggiornamento: 7 Maggio, 10:42
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