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Nuova tecnica per aiutare i dislessici: la scoperta dai ricercatori del Bambino Gesù insieme con la Fondazione Santa Lucia

Nuova tecnica per aiutare i dislessici: la scoperta dai ricercatori del Bambino Gesù insieme con la Fondazione Santa Lucia
di Alessandro Tittozzi
2 Minuti di Lettura
Martedì 29 Marzo 2016, 19:49 - Ultimo aggiornamento: 31 Marzo, 19:18

Buone notizie per tutti quei genitori che hanno i loro figli  con problemi di dislessia. Una patologia che colpisce il 3% dei bambini in età scolare con ripercussioni sull’apprendimento, sulla sfera sociale e psicologica. E’ in arrivo una nuova tecnica, che attraverso la stimolazione cerebrale non invasiva,  riesce a  migliorare le capacità di lettura dei bambini in tempi molto ridotti. In pratica si tratta di una procedura di sollecitazione a corrente diretta con cui si possono ottenere ottimi  risultati. Una nuova frontiera sperimentata dai ricercatori di neuropsichiatria infantile dell’ospedale pediatrico Bambino Gesù in collaborazione con il Laboratorio di stimolazione cerebrale della Fondazione Santa Lucia. Una tecnica che potrebbe risolvere gran parte dei disturbi legati a questo tipo di patologia.

Secondo i medici dell’ospedale pediatrico è la prima volta che si tenta questa strada per i pazienti affetti da questo disturbo. Lo studio è stato pubblicato sulla rivista scientifica Restorative, Neurology and Neuroscience. La dislessia è un disturbo di natura multifattoriale (genetica, biologica, ambientale) che porta a una difficoltà nella lettura.  Nei bambini dislessici è stata rilevata la presenza di aree del cervello ipoattive o dal livello di attivazione alterato. Gli studi più recenti hanno dimostrato che il miglioramento della lettura a seguito della terapia è collegato alla modificazione dell’attività cerebrale, ma sono ancora limitate le evidenze scientifiche su quale sia il metodo più efficace per migliorare le abilità di lettura. Per condurre lo studio  è stata utilizzata la tecnica di stimolazione transcranica a corrente diretta (tdcs), procedura non invasiva con passaggio di corrente a basso voltaggio (pari - per esempio - a quello necessario ad alimentare il monitor di un pc) già impiegata per la terapia di alcuni disturbi come l’epilessia focale o la depressione.

Per la prima volta questa tecnica è stata utilizzata dai ricercatori del Bambino Gesù, sotto la supervisione della dottoressa Deny Menghini, con bambini e adolescenti dislessici per documentarne l’efficacia sulle difficoltà di lettura in età evolutiva. I risultati hanno evidenziato che la tdcs è un trattamento sicuro che, variando l’attività neurale di circuiti cerebrali alterati nelle persone dislessiche, consente un miglioramento delle abilità di lettura. La stimolazione, completamente indolore, viene fornita da un dispositivo portatile, alimentato da pile, in grado di erogare una corrente continua ad intensità molto bassa, 1 milliampere. Il trattamento è completamente indolore.

Alla ricerca hanno partecipato 19 bambini e adolescenti dislessici di età compresa tra i 10 e i 17 anni, attribuiti casualmente a due gruppi: uno destinato al trattamento attivo, l’altro al trattamento placebo (con il dispositivo spento). Durante la terapia di stimolazione i partecipanti di entrambi i gruppi hanno eseguito contemporaneamente attività volte a favorire la correttezza e la velocità di lettura, simili a quelle che svolgono durante il trattamento logopedico. 

 

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