Il futuro del fitness è in acqua e si chiama Float Fit

Float Fit
di Maria Serena Patriarca
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Martedì 24 Maggio 2022, 11:53

La nuova frontiera del Fitness in acqua? Si chiama Float Fit, disciplina acquatica nata in Gran Bretagna che si candida a diventare il trend dell’estate 2022. Il fitness galleggiante è un allenamento molto intenso, svolto su innovativi materassini “floating” (ovvero, galleggianti), tecnicamente chiamati “reax raft”, agganciati alle corsie della piscina. Questa tecnica è finalizzata in modo specifico a tonificare e potenziare tutta la muscolatura, con una particolare attenzione a quello che nel mondo anglosassone viene definito “core”, ovvero i muscoli della zona centrale di schiena e addome. L’imprevedibilità dell’acqua amplifica l’esecuzione di tutti gli esercizi, creando intensità diverse a seconda delle sequenze svolte e del ritmo musicale che le accompagna, e costringendo ogni distretto muscolare a lavorare in sintonia con tutto il corpo. La gamma di esercizi da svolgere è divertente e offre molteplici combinazioni di movimento, dalle più soft alle più energetiche. Il risultato sono sessioni mai noiose attraverso le quali si incrementa la reattività muscolare e l’attività metabolica, riducendo nel contempo il rischio di infortuni grazie al fatto che, muovendosi sulla superficie acquatica, le articolazioni subiscono meno il classico impatto che potrebbe dare la superficie dura del terreno.

Float Fit, la nuova tendenza dell'estate

I consigli dell'esperto

«Nel float fit sui materassini reax raft si svolgono esercizi che simulano la struttura dei gesti quotidiani, stimolando la propriocettività, il controllo del corpo e l’attività del cuore», spiega Manua Novati, coordinatore dei corsi della Piscina Colonna a Milano, che aggiunge: «Quando chi si allena al tuo fianco si muove crea una perturbazione improvvisa che interferisce con il tuo equilibrio, obbligandoti così a reagire con rapide reazioni neuromuscolari e a trovare un nuovo adattamento e bilanciamento del corpo. Per questo motivo è un allenamento imprevedibile, efficace e divertente che può essere molto indicato anche nel recupero post trauma».

I benefici

I benefici del Float Fit non sono solo fisici, a livello di equilibrio e coordinazione dei movimenti, rafforzamento muscolare e agilità delle articolazioni, ma anche psichici ed emotivi: si potenzia la concentrazione e si sprigiona adrenalina, specialmente durante le lezioni in gruppo. Nel Float Fit si potenzia anche la forza di volontà, imparando a risalire sul "mat" se si cade in acqua, e a riprendere gli esercizi con impagno al fine di restare in equilibrio.

Per praticare Float Fit occorre indossare costumi sportivi, meglio se a pantaloncino, per essere più liberi nei movimenti e contenere meglio la fascia muscolare. Le lezioni hanno la durata media di mezz’ora, e quando si avanza di livello e preparazione tecnica possono arrivare a 45 minuti.

E' consigliato bere molto a fine lezione, per reintegrare i liquidi dispersi con la sudorazione. Prima delle lezioni è bene non fare pasti "pesanti", ma piccoli spuntini, per esempio con una banana o della frutta secca.

E’ un allenamento che si può praticare anche al mare o al lago, basta che il materassino sia ancorato e che la superficie dell’acqua sia piatta come quella di una piscina.

Gli esercizi

Sul Float Fit, a seconda della propria preparazione ed esperienza, si possono alternare sequenze ad alto impatto, come piegamenti, squat, addominali o persino salti (nel caso dell'Aquajumping), mirate alla tonificazione e al modellamento di braccia, addome, cosce, glutei, a posizioni più "dolci" (che attingono allo Yoga e al Pilates)  che preferibilmente si svolgono seduti sul materassino galleggiante stesso, e privilegiano lo stretching e la percezione corporea, nonché lo scioglimento delle tensioni muscolari. La cosa fondamentale è non andare mai "in apnea" durante lo svolgimento degli esercizi, e lasciare sempre fluida la respirazione. La lezione inizia con una fase di "riscaldamento" muscolare in acqua, poi prosegue sul floating mat vero e proprio. Dopo le sequenze ad alto impatto l'insegnante fa sempre svolgere qualche minuto di "recupero" defaticante.

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