Allarme per le feste: «In agguato binge drinking, non superare le dosi limite di alcol»

Martedì 24 Dicembre 2019
 Cene, pranzi e poi di nuovo cene, pranzi. Questo ci aspetta nei prossimi giorni, e l'alcol è spesso protagonista della convivialità natalizia. Ma attenzione: «Il limite di consumo ormai accettato a livello internazionale è di due unità alcoliche al giorno per un uomo e di una per la donna. Una unità alcolica corrisponde a 125 ml di vino di media gradazione alcolica (sui 12 gradi), oppure a 40 ml di superalcolico, oppure a una birra da 33 ml a bassa gradazione (4-4,5 gradi). Ma durante le festività si arriva facilmente a consumare 4 o 5 unità alcoliche al giorno, una quantità che corrisponde al 'binge drinking'». A spiegarlo è Maria Luisa Attilia, responsabile clinica del Centro di riferimento alcologico della Regione Lazio - Asl Roma 1.

«Non si pensi che sia difficile ad arrivare a quantità da 'binge drinking'. Durante le feste ci si riunisce, si brinda e si possono superare in poco tempo i limiti di consumo alcolico». C'è poi chi sotto Natale rischia ancora di più: «Le persone con un problema di alcolismo - evidenzia l'esperta - durante le festività ricadono più facilmente nella dipendenza, così come avviene anche durante l'estate: si sentono questi periodi dell'anno come momenti stressanti, di solitudine o di forzata vicinanza, e dunque a rischio di ricaduta. Ed è per questo che cerchiamo di non chiudere il nostro centro, per mettere a disposizione di chi ne ha bisogno anche in questi giorni un punto di riferimento». 

Quali sono dunque i consigli da seguire a tutela della nostra salute? «Il primo consiglio è che chi guida non deve bere. Bisogna poi evitare sempre di assumere alcolici a stomaco vuoto perché, bevendo senza aver mangiato, l'assorbimento dell'alcol è massimo. Ecco perché i nostri nonni mangiavano del pecorino con il vino, e in Sud America le donne usano assumere un pò di olio prima di consumare alcolici», sottolinea Attilia. Attenzione poi a «chi non è abituato a bere: farlo all'improvviso, magari in grandi quantità - spiega Attilia - provoca ancora più danni e, ad esempio, un giovane che beve molto all'improvviso rischia molto più facilmente il coma etilico. Ormai sono sempre più comuni i ricoveri per questi motivi: il fegato di un adolescente non ha potenziato le sue capacità enzimatiche di metabolizzazione dell'alcol ed è per questo che i giovani rischiano di andare incontro a questo terribile evento».


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