Variante Delta in Italia, dopo 3 mesi la curva dei contagi torna a salire. «Rt sopra 1 in 11 Regioni»

Variante Delta in Italia, dopo tre mesi la curva dei contagi torna a salire. «Rt sopra 1 in 11 Regioni»
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Giovedì 8 Luglio 2021, 20:23 - Ultimo aggiornamento: 10 Luglio, 09:18

La variante Delta ha invertito la tendenza della curva dei contagi in Italia. Per tre mesi i casi di infezione da SarsCoV2 nel nostro Paese hanno continuato a scendere, ma a fine giugno la discesa ha subito una frenata e la curva ha cominciato a salire e adesso l'inversione tendenza è così chiara che se ne vedono i segni anche a livello regionale. Gli esperti che seguono l'andamento dell'epidemia in Italia non hanno più dubbi sull'inversione di tendenza, come il fisico Roberto Battiston, la fondazione Gimbe e l'Associazione Italiana di Epidemiologia (Aie), per la quale l'indice che descrive di contagi in modo simile all'Rt è sopra 1 in 11 regioni.

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Variante Delta in Italia, risale la curva dei contagi

«La pandemia non è finita», ha detto anche oggi il ministro della Salute, Roberto Speranza. «Dobbiamo avere grande prudenza e attenzione, soprattutto per le varianti che sono elementi di ulteriore preoccupazione in un quadro che va seguito con grande attenzione». È una situazione, quella italiana, in linea con l'aumento dell'incidenza che si sta facendo strada in molti Paesi d'Europa, anche se al momento la mappa elaborata dai Centri europei per il controllo delle malattie (Ecdc) è ancora in gran parte verde, a eccezione della Spagna, quasi tutta in rosso, e Cipro, in rosso scuro. In giallo Irlanda e ampie aree dei Paesi Bassi e della Svezia. Di risalita della curva dell'epidemia parla Battiston, fisico dell'Università di Trento, coordinatore dell'Osservatorio dei dati epidemiologici in collaborazione con l'Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali (Agenas). «Da circa 10 giorni - ha detto - l'andamento degli infetti giornalieri non soltanto ha fermato la sua discesa, ma ha iniziato a risalire a livello nazionale. Anche se molto più difficile da identificare, si comincia a vedere lo stesso andamento anche a livello di alcune regioni, ma con numeri piccoli e un livello di incertezza maggiore». È un cambiamento che «sta avvenendo in coincidenza con la crescita della variante Delta», ha proseguito Battiston, e «in alcuni casi responsabile di più del 50% dei casi e che ben presto avrà raggiunto la dominanza».

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I numeri giornalieri confermano l'aumento dei casi

A dare la misura della risalita della curva epidemica in Italia sono anche i numeri dell'aggiornamento quotidiano del ministero della Salute, che segnalano un incremento di 1.394 casi in 24 ore rispetto ai 1.010 del 7 luglio. All'indomani del primo superamento della soglia di mille casi, si registra un aumento del 38%, rilevato con 174.852 test fra molecolari e antigenici rapidi, contro i 177.977 del giorno precedente. Il tasso di positività risulta quindi salito da 0,56 a 0,8% in 24 ore. È invece di 1,5 se si considera il rapporto del totale dei casi con i soli tamponi molecolari. Mentre il numero dei decessi resta sostanzialmente stabile (13 contro i 14 del giorno prima), la discesa dei ricoveri comincia a frenare. I ricoverati nelle unità di terapia intensiva restano 180, come il giorno precedente e restano 8 anche i nuovi ingressi. In calo di 37 unità in 24 ore sono invece i ricoverati nei reparti ordinari, per un totale di 1.197.

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Le Regioni più in crescita

Fra le regioni è stata la Sicilia a registrare il maggiore incremento in 24 ore, con 219 casi, seguita da Lombardia (215), Campania (162), Veneto (149) e Lazio (112). Ed è sulle regioni che si sta concentrando l'attenzione degli esperti, come quelli dell'Associazione Italiana di Epidemiologia (Aie), che in 11 regioni segnalano una maggiore frequenza delle diagnosi di infezione. L'hanno calcolata utilizzando l'indice di replicazione diagnostica (RDt), simile all'indice Rt calcolato dall'Istituto Superiore di Sanità (Iss) e dalla Fondazione Bruno Kessler ma che si basa sulle segnalazioni delle diagnosi anziché sui contagi. Punta l'indice su 11 regioni anche la fondazione Gimbe, che osserva un aumento dei casi in Abruzzo, Campania, Liguria, Lombardia, Marche, Sardegna, Sicilia, Toscana, Veneto e nelle province autonome di Trento e Bolzano.

 
 

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