Tamponi in farmacia a prezzo calmierato: è gelo. Federfarma: «Speriamo aderisca la metà»

Tamponi in farmacia a prezzi calmierati: è gelo. Federfarma: «Speriamo aderisca la metà»
di Graziella Melina
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Domenica 8 Agosto 2021, 07:53 - Ultimo aggiornamento: 9 Agosto, 13:12

Per poter effettuare un test antigenico nelle farmacie, valido per il green pass, ma senza dover sborsare la solita cifra, occorrerà munirsi di pazienza e di una mappa della propria città. Il protocollo firmato dal commissario all'emergenza Francesco Paolo Figliuolo, Federfarma, Assofarm e Farmacie Unite stabilisce un prezzo calmierato a 8 euro per chi ha meno di 18 anni, e 15 euro per chi ne ha di più. Ma solo fino al 30 settembre.

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In realtà, per chi farà il test per poter così avere la certificazione verde lo sconto non sarà valido ovunque: si stima infatti che aderirà forse la metà delle farmacie, ma non subito. Che sia per la chiusura estiva o anche in qualche caso per il timore di non ricevere i ristori in tempi ragionevoli, fatto sta che non tutti i farmacisti richiederanno il prezzo pattuito nel protocollo. «I farmacisti hanno finora dimostrato ampiamente il valore sia della figura professionale che delle strutture presenti sul territorio in maniera capillare - ribadisce Roberto Tobia, segretario nazionale di Federfarma - Ci siamo messi al servizio del Pese in momenti di grande emergenza, e lo faremo ancora».

Difficile però sapere il numero delle farmacie che chiederanno 8 euro per il tampone. «Su oltre 19mila farmacie - riflette Tobia auspico che si arrivi al 50-60 per cento delle adesioni. Non dimentichiamo che ci scontriamo con una serie di accordi regionali, che fanno sì che il nostro Paese sia diviso di fatto in 21 piccole repubbliche che autonomamente hanno regole diverse in ambito sanitario. È uno dei problemi fondamentali con cui dobbiamo fare sempre i conti».

Qualche regione, intanto, prova a dare il buon esempio. Il Piemonte ieri ha fatto sapere che oltre 200 farmacie hanno già aderito. «Siamo certi che in breve tempo ha rimarcato Massimo Mana, presidente di Federfarma Piemonte - tutte le nostre farmacie applicheranno il protocollo e andranno incontro alle esigenze della popolazione». Il Lazio, invece, sta ancora carburando. Ieri si è arrivati a contare appena un paio di centinaia di farmacie. «È ancora presto per sapere quanti aderiranno spiega Eugenio Leopardi, presidente di Federfarma Lazio Le farmacie sono state informate solo un giorno fa. Di sicuro, l'accordo è stato visto come un contributo per la risoluzione di questa pandemia, come monitoraggio della malattia e per contribuire a far tornare i ragazzi nelle scuole. Presumo ci potrà essere qualche giorno di ritardo nella partenza, anche perché molte farmacie ora sono in ferie. Ma a settembre credo che la maggior parte aderiranno». Inutile nascondere che qualcuno potrebbe essere frenato dall'entità cifra pattuita. «Diciamo che i margini si riducono tantissimo ammette Leopardi ma abbiamo già dimostrato tante volte senso di sacrificio. Fa parte del nostro dna».

A frenare diverse farmacie, c'è poi il timore per i ristori. Molti farmacisti non hanno digerito il fatto che i compensi per le mascherine non siano ancora arrivati. E non è infrequente che gli stessi farmacisti ora preferiscano non rischiare. «Il prezzo calmierato delle mascherine spiega Marco Meconi, vice presidente Federfarma Marche - risale al 25 aprile del 2020. È chiaro che qualcuno ormai si lamenti se dopo un anno non ha ancora ricevuto ristori».

EFFETTO FIGLIUOLO
Ma ora la nuova gestione commissariale sembra tranquillizzare quasi tutti. La remunerazione complessiva per le farmacie sarà di 15 euro. Per gli under 18, 8 euro saranno a carico di chi fa il tampone e 7 euro sarà invece la quota di contribuzione pubblica. «La gestione commissariale del generale Figliuolo è diversa e noi ora abbiamo più fiducia - ammette Meconi Sui tamponi siamo sicuri che questi soldi ci verranno restituiti. Abbiamo avuto modo di osservare che gli accordi fatti sono stati sempre riscontrati. Credo perciò che le Marche aderiranno a questo protocollo nel 60-70 per cento della totalità delle farmacie».

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