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Omicron 5 è la variante peggiore? Ricoveri (+30%), sintomi, efficacia vaccini: cosa sappiamo

Secondo Eric Topol, dello Scripps Research Institute, la Omicron 5 potrebbe essere il virus peggiore che abbiamo mai visto in circolazione

Omicron 5 è la variante peggiore? Ricoveri (+30%), sintomi, efficacia vaccini: cosa sappiamo
di Mauro Evangelisti
3 Minuti di Lettura
Mercoledì 6 Luglio 2022, 10:26 - Ultimo aggiornamento: 7 Luglio, 09:31

La straordinaria trasmissibilità della sottovariante 5 della Omicron è dimostrata dai numeri del contagio in tutta l'Europa occidentale: l'Italia solo a gennaio ha avuto così tanti contagiati in un giorno (superata quota 133 mila); in una settimana i positivi sono aumentati del 55 per cento mentre i ricoveri sono saliti del 30 per cento. Simile la situazione in Francia, Spagna e Germania. Gli esperti sostengono che una persona con Omicron 5 ne contagia altre 15, anche se a favorirla c'è il fatto che in Italia, ma anche negli altri Paesi, la stragrande maggioranza della popolazione non usa più le mascherine e questo, rispetto ad altre varianti che tentammo di contrastare facendo maggiore attenzione, alimenta il contagio. Il grande caldo di questi giorni d'altra parte riduce l'effetto benefico che dovrebbe offrire il fatto che in estate si resta più tempo all'aperto: cerchiamo tutti il ristoro dell'aria condizionta e ciò aumenta le ore che trascorriamo in luoghi chiusi.

 

Omicron 5, i sintomi e la severità

Dal punto di vista clinico gli scienziati confermano che la Omicron 5 colpisce soprattutto le vie respiratorie alte, causa meno polmoniti rispetto alla Delta. C'è però un problema, come ha spiegato l'infettivologo del Gemelli, Roberto Cauda, in una intervista al Messaggero: anche se per fortuna è bassa la percentuale di casi gravi, su un totale enorme di positivi rappresenta comunque un numero assoluto significativo. Inoltre, secondo Eric Topol, dello Scripps Research Institute, la Omicron 5 potrebbe essere il virus peggiore che abbiamo mai visto in circolazione perché è molto trasmissibile. Uno dei problemi principali è che può contagiare anche chi è stato positivo di recente, secondo Cauda anche solo un mese fa, anche se era stato infettato da altre sottovarianti di Omicron.

 

 

 

La fuga immunitaria

La fuga immunitaria che aggira, quanto meno per ciò che riguarda la protezione dall'infezione, anche i vaccini, rappresenta il vero problema. L'aggiornamento dei vaccini in corso deve superare questo ostacolo: sono stati studiati per le precedenti versioni della Omicron, mentre all'orizzonte non c'è solo la massiccia diffusione della 5, sostanzialmente differente, ma anche la diffusione di nuove sottovarianti, come la Ba.2.75, che ha 11 mutazioni che la distinguono dalla 5, con una perfino maggiore fuga immunitaria. 

 

 

L'effetto vaccino sulla malattia

Va anche detto, spiegano gli esperti, che rafforzare l'immunità con le dosi booster resta importante, perché permane la protezione dalla malattia grave. Eppure, la somministrazione della quarta dose per gli over 80 sta andando a rilento. Va infine detto che l'esperienza del Portogallo, la prima nazione dell'Europa occidentale ad affrontare l'impressionante diffusione della Omicron 5, offre anche qualche spiraglio di ottimismo perché dopo una crescita impetuosa ora i casi stanno diminuendo e gli ospedali, malgrado una forte pressione, hanno tenuto.

 

 

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