CORONAVIRUS

Covid, contro l'ansia gli italiani scoprono la meditazione

Martedì 27 Ottobre 2020

Il Covid ha fatto scoprire agli italiani i benefici della meditazione. Le persone chiuse in casa dal lockdown e dalla crisi sanitaria, per alleggerire il carico mentale e rilassarsi un po', tenendo così a bada anche l'ansia crescente, dalla scorsa primavera hanno iniziato a praticare la mindfulness in una delle tante forme, magari avvalendosi di app o di youtube. Da un sondaggio è, infatti, emerso che il 18% degli intervistati fa meditazione ormai regolarmente. Di questi il 56% ha scoperto questa pratica durante la quarantena per cercare un po' di pace interiore.

Una delle app che sono state più utilizzate si chiama Petit BamBou, una piattaforma gratuita e non religiosa, ma basta fare un ricerca su google per capire dalle varità di supporti in circolazione quanto il fenomeno sia crescita. Nel frattempo YouGov, società di ricerche di mercato, in questa seconda ondata di pandemia, ha messo sotto osservazione il rapporto degli italiani con la pratica meditativa, riscontrando un interesse crescente.  Il 91% degli intervistati ha dichiarato di voler continuare a meditare a prescindere dalla crisi sanitaria in atto, in linea con la media europea. Le ragioni che hanno spinto la gente verso la meditazione sono le più svariate, il bisogno di rilassarsi, di ridurre lo stress, di concentrarsi meglio, di aumentare il sonno o migliorare la propria creatività.

La meditazione - mindfulness - è uno stato di coscienza durante il quale l'attenzione è ancorata al momento presente in modo calmo, lucido e oggettivo.  Questa attività ha la capacità di modificare la fisiologia del cervello, permettendo agli individui di essere maggiormente resistenti allo stress, equilibrati e rilassati, migliorando lo stato di benessere in generale.

Dallo studio è inoltre emerso che il 33% di coloro che meditano, lo fanno affidandosi a un’applicazione mobile.  Le app dedicate alla salute e a supporto degli esercizi meditativi sono tantissime e consentono, infatti, di trasformare lo smartphone da strumento di distrazione ad alleato per trovare un po' di rilassamento.

 

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