Covid, in Austria il tampone non basta più: boom vaccini per evitare il lockdown. In Danimarca torna il Pass

Dopo il lockdown selettivo deciso dal governo di Vienna, è partita la corsa agli hub

Covid, in Austria il tampone non basta più: i cittadini si vaccinano. In Danimarca torna il Green pass
di Mauro Evangelisti
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Martedì 9 Novembre 2021, 06:12 - Ultimo aggiornamento: 16:19

La Danimarca, che a metà settembre aveva riaperto tutto, senza restrizioni o controlli, torna alla linea prudente: il governo ripristina l'obbligo del Corona pass, equivalente del nostro Green pass, per andare al ristorante e in discoteca. I casi di Covid stanno aumentando, anche se un'ottima percentuale di vaccinati sta evitando contraccolpi gravi agli ospedali e i decessi sono in media 3 al giorno, in una Nazione che ha lo stesso numero di abitanti del Lazio. In Austria e in Germania lo chiamano invece sistema 2G e 3G, ma la rete dei cellulari non c'entra nulla. Si tratta di un modo per misurare la severità delle restrizioni. Quando è in vigore la modalità 3G puoi andare al ristorante, dal parrucchiere o in un locale notturno al chiuso se sei vaccinato o hai superato l'infezione, ma se hai effettuato un test antigenico, proprio come avviene in Italia con il Green pass. Da ieri l'Austria, dove l'incidenza è alle stelle (oltre 600 casi settimanali ogni centomila abitanti, 10 volte quelli del nostro Paese) è passata al sistema 2G: a tutte le attività pubbliche puoi accedere solo con vaccino o immunità naturale, il test antigenico non è sufficiente. Di fatto, si tratta di limitazioni che toccano a tappeto solo i No vax. L'Austria ha scelto la linea durissima anche sul fronte dei controlli.

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Polizia per il rispetto delle regole

Il ministro dell'Interno, Karl Nehammer, ha deciso di impiegare più agenti di polizia per verificare il rispetto delle regole: ci saranno 4.000 agenti in servizio e 800 che avranno il compito specifico di dare la caccia a chi non rispetta le regole 2G o a chi ricorre a certificati falsi (ne sono già stati trovati 500). Stretta sui posti di lavoro dove vale invece la regola 3G, simile dunque al nostro Green pass. Con la svolta dell'Austria, ma anche di molti altri Paesi, si sgonfia il tormentone di coloro che si oppongono alla certificazione verde, secondo i quali uno strumento di questo tipo esiste solo in Italia. In Austria solo il 63,5 per cento ha completato il ciclo vaccinale: nelle ultime ore lunghe code di persone corse a immunizzarsi, convinte sia dall'entrata in vigore del sistema 2G sia dall'incremento del numero di positivi, dei ricoveri e dei decessi.

La Germania

Nella vicina Germania il sistema 2G (limitazioni riservate ai non vaccinati) è vigente solo in alcuni land. I partiti della nuova coalizione che guiderà il Paese nel dopo Merkel (Spd, Fpd e Verdi) non sostengono una linea nazionale del rigore. In particolare, i liberali di Fpd si oppongono a misure anti Covid più incisive e chiedono invece il ripristino dei test antigenici gratuiti. Su questo, nel Paese, è in corso un dibattito: la gratuità dei test era stata rimossa dal governo uscente, sperando così di incentivare le vaccinazioni vista la bassa percentuale di persone immunizzate, 67 per cento, inferiore a quella di Paesi come Italia, Spagna e Portogallo. L'aumento delle iniezioni non c'è stato, si torna a puntare sui tamponi gratuiti. Ma il virus corre per quella che il ministro della Salute, Jens Spahn, ha definito «la pandemia dei non vaccinati». L'incidenza settimanale è a 201 ogni 100 mila abitanti, quattro volte quella italiana. Il sistema tedesco è frammentato e in ogni land vengono applicate regole diverse. La Sassonia, dove il tasso dei vaccinati è molto più basso, 57 per cento, e l'incidenza è oltre il doppio di quella nazionale, ricorre al sistema 2G, che i media locali definiscono «l'ultima carta prima del lockdown». Altro esempio: la Baviera (600 ricoverati in terapia intensiva, il 50 per cento in più di tutta l'Italia), ha regole più severe e variegate: il 3G Plus (non vale l'antigenico, ma solo il tampone molecolare) per il ristorante; in discoteca limitazioni 2G. In Francia la curva sale, sia pure non in modo travolgente, ma a scuola riecco le mascherine. Prosegue la crisi dell'Est Europa anche a causa di una percentuale di vaccinati molto bassa. Un esempio: la Croazia ha deciso nuove restrizioni, sono già cominciate le proteste No vax, ma in un giorno sono stati contati 46 morti (la Croazia con appena 4 milioni di abitanti ha più decessi dell'Italia che ne ha 60 milioni). Il Covid è arrivato anche nei palazzi del potere: sono risultati positivi il vice primo ministro Maric e il ministro dell'Economia ori. La vicina Slovenia ha introdotto l'obbligo di uno strumento equivalente al nostro Green pass per i locali pubblici. Le discoteche sono state chiuse. Sempre per la serie «solo in Italia».

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