Contatto con un positivo, dai tamponi alla quarantena: tutto quello che c'è da sapere

Le indicazioni dettate dal Ministero della Salute in caso di contatto con un positivo

Contatto con un positivo, tutto quello che c'è da sapere
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Giovedì 23 Dicembre 2021, 11:59 - Ultimo aggiornamento: 24 Dicembre, 01:34

Con l'aumento dei contagi e le feste di Natale alle porte, il rischio di avere un contatto diretto o indiretto con un positivo Covid è alto. Cosa fare nel caso in cui capitasse? Il Ministero della Salute ha prodotto una guida con tutti i passaggi necessari, dall'tampone all'auto-isolamento. Ecco quello che c'è da sapere.

Contatto con un positivo: cosa fare

La prima regola da conoscere riguarda il tipo di contatto. Ne esistono due: il contatto a basso rischio, ossia quello di brevissima durata (un saluto senza contatto fisico, ad esempio). In questo caso non si deve fare nulla, continuate pure la vostra vita come se nulla fosse. Il procollo anti-covid si attiva nei casi dei contatti definiti "stretti".

La guida del Ministero della Salute aiuta a classificare il tipo di contatto. Avrete avuto un contatto stretto nel caso in cui il vostro convivente abbia il Covid-19, nel caso di una stretta di mano o di una conversazione a distanza inferiore ai due metri senza mascherina di almeno 15 minuti. E' un contatto stretto anche il vostro vicino di viaggio in treno o in aereo, entro i due sedili di distanza.

Contatto a basso rischio

Secondo l'ultimo aggiornamento dell'informativa prodotta dal Ministero, in caso di contatto a basso rischio non servono restrizioni alla vita quotidiana. Nulla vieta però, anche se asintomatici, di effettuare uno o più tamponi, per essere certi di aver schivato il virus. A questa regola generale c'è una doppia eccezione: la prima è che il “contatto a basso rischio” non abbia completato il ciclo di vaccinazione da almeno 14 giorni; la seconda è che al contatto sia stata rilevata la presenza della variante Beta tramite sequenziamento.

Contatto stretto

Una volta appurato di aver avuto un contatto stretto, scatta la quarantena. Anche in questo caso si deve fare una distinzione: se il positivo è vaccinato da almeno 14 giorni (con due dosi di Pfizer, Moderna o AstraZeneca, o una di Johnson & Johnson) allora la quarantena a cui bisogna sottoporsi è di una settimana.

Se il positivo è non vaccinato, o vaccinato da meno di 14 giorni, la quarantena a cui ci si deve sottoporre sarà di almeno 10 giorni. in entrambi i casi, prima di tornare alla vita normale ci sarà bisogno di un tampone negativo (antigenico o molecolare). Gli operatori sanitari che hanno avuto un contatto stretto con un positivo che ha completato il ciclo vaccinale da almeno 14 giorni posso evitare la quarantena, ma dovranno mettersi in regime di sorveglianza attiva, ossia comunicare quotidianamente lo stato di salute a un altro operatore sanitario.

La quarantena

Mettersi in quarantena vuol dire restare a casa, cercando di non avere contatti stretti con i conviventi. Una volta che ci si è isolati, il passo da fare è avvertire il proprio medico di base, che dovrà comunicare la condizione alle autorità competenti, ossia il Dipartimento di prevenzione della ASL o ATS. Per uscire dalla quarantena serve un tampone antigenico o molecolare con esito negativo, dopo sette o dieci giorni in base al contatto (se vaccinato o meno). Oppure, se non si vuole fare il tampone, bisogna aspettare 14 giorni, a patto che non si abbia nessun sintomo. 

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