È il momento della fermezza: serve il Daspo contro i pullman

Venerdì 21 Dicembre 2018 di Paolo Graldi
Bastava giusto un colpo d'occhio su piazza Venezia osservandola dall'alto, ieri verso mezzogiorno, per cogliere attraverso quella istantanea il senso plastico dell'azione di forza. Sì, i pullman turistici come un cappio d'acciaio, stretto intorno alle aiuole, al centro della Capitale: per strangolarla, asfissiarla, impedirle di muoversi. E così è stato. L'infarto della mobilità si è rapidamente diffuso fino alla paralisi. Il cuore di Roma nei giorni di più intenso traffico ostaggio di una protesta della categoria per una vertenza che, tra finti singhiozzi, maledizioni oltraggiose, velati e scoperti ricatti e dosi di fermezza sgocciolata, è approdata ad un regolamento che dovrebbe scattare a gennaio. Basta con i mastodonti che scorrazzano, soggetti a pedaggi ridicoli. Non è questo, è evidente, il modo di condurre una vertenza, semmai esistano margini residui. Prima i taxisti contro le auto a noleggio, quindi gli Ncc inferociti a sbarrare la strada del Senato e a bruciare bandiere di partito, poi i pullman contro tutti. Questa strada non ha niente di democratico: queste sono intimidazioni che i cittadini pagano sulla propria pelle. Sono pressioni per cambiare le nuove norme, per lasciare la torta del servizio sulle quattro ruote com'è stata divisa per anni. Sindaco, prefetto, questore, governo tutto: basta. Serve fermezza insieme al dialogo, certo. A chi usa male e solo per sé il bene comune va assegnato un Daspo, come ai tifosi facinorosi. Un cartellino rosso permanente per salvare la pazienza dei romani che è finita da un pezzo.
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