La prova dello sport di Natale:
l’impossibile salto del pasto

Domenica 15 Dicembre 2019 di Mimmo Ferretti
Che fatica mantenersi in forma sotto Natale... Palestra chiusa? Piscina sprangata? Campi di calcetto allagati? Macché. Pranzo di Natale con gli amici del paddle. Merenda di Natale con gli amici del running. Aperitivo di Natale con gli amici del calcio a otto. Cena di Natale con gli amici del Gruppo Bike. E dopo cena di Natale con gli amici del foot-golf.

Dura, durissima la vita di chi ama far sport e tra la vigilia e la Befana non vuole prendere chili, metter su pancia e vanificare tutto l’allenamento dei dodici mesi precedenti. Ma sotto Natale non puoi neppure passare per un asociale mezzo tirchio e su qualcosa devi cedere. Senza dimenticare il panettone offerto dal bar, il pandoro aperto dal giornalaio e i dolcetti fatti in casa dal portiere a caccia di mancia. Fare sport, sotto Natale, si trasforma quasi esclusivamente nel salto dei pasti, una disciplina ignorata per circa trecento giorni perché poi con una bella sudata tutto rimaneva nella norma. Solo che adesso piove, fa freddo e sudi solo se tua suocera non si presenta a tavola la sera della vigilia con la solita teglia di timballo natalizio. Perché l’allenamento fa bene, ma due piatti di timballo fanno meglio. Tanto le feste passeranno e la palestra, prima o poi, riaprirà.
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