CORONAVIRUS

Scuola, così un bambino geniale ma senza pc ha rischiato di dimenticare anche l'italiano

Lunedì 11 Maggio 2020 di Pietro Piovani
Questa è la storia di un bambino speciale che chiameremo Nasir. Di famiglia bengalese, tre anni fa si è presentato a scuola disorientato, parlava pochissimo, anche perché non sapeva l’italiano. Le insegnanti lo iscrissero in seconda elementare, sebbene di età fosse più grande, ma giorno dopo giorno il ragazzo si è ambientato e si è rivelato molto, molto intelligente. «È un genio» dice una maestra, forse esagerando. Soprattutto in matematica Nasir si è dimostrato subito un fenomeno. Nelle altre materie ha fatto più fatica ma un po’ alla volta, acquistando confidenza con la lingua, è diventato il più bravo di tutti anche in quelle, tanto che a fine anno le maestre hanno deciso di fargli saltare una classe e di portarlo direttamente in quarta, poi in quinta «ma potrebbe benissimo fare la terza media». Tutto questo fino a marzo. Poi la scuola ha chiuso e Nasir bloccato in casa, senza un pc per partecipare alle lezioni online, isolato dai suoi compagni, è regredito. Le maestre che lo hanno contattato lo hanno trovato di nuovo confuso, stava persino dimenticando l’italiano. Finalmente, in questi giorni, sono arrivati i computer: quelli acquistati con i soldi del ministero, più altri offerti dagli abitanti del quartiere. Uno di questi pc è andato a Nasir, che ora può partecipare alle lezioni come tutti gli altri. Il poco che Roma gli sta offrendo è un investimento minuscolo rispetto a ciò che in futuro lui potrà offrire alla città.

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