ROMA

La vita è un pallone che rotola: l’importante è corrergli dietro

Domenica 13 Ottobre 2019 di Mimmo Ferretti
La vita è un pallone che rotola: l’importante è corrergli dietro
Si fa presto a dire: vado a giocare a pallone. Una volta, forse, bastavano tre, quattro parole ed era tutto chiaro. Impossibile non capire. Adesso, invece, serve specificare. Spiegare. Ho una partita di calcio a cinque, ad esempio. Oppure: ho un torneo di calcio a otto. E ancora: vado con gli amici a divertirmi con il calcio a sette. Undici contro undici, ormai, si affrontano solo i dilettanti che fanno i professionisti. Ecco perché in molti impianti della Capitale il vecchio, caro campo di pozzolana è stato trasformato in tre, quattro campetti da calcetto, con terreno sintetico di ultimissima generazione. O, in taluni casi, in un paio da calcio a otto, spesso e volentieri ancora di terra polverosa. Più campi, più clienti quindi più business. L’equazione è semplicissima. Elementare. Nulla di scandaloso, per carità. Una sorta di dare e avere, sotto il segno della passione. L’importante è che in ogni angolo di Roma, con il bello o con il cattivo tempo, il pallone continui a rimbalzare; che si abbia voglia di corrergli dietro, a qualsiasi età. Anzi, più si va avanti con l’età e più si ha voglia di corrergli dietro. In questi casi, non conta giocare a cinque, a sette o a otto. Conta giocare e basta. E non è poco.
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