Roma e le sue magie sconosciute ai romani

Martedì 13 Marzo 2018 di Davide Desario
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Da romano amaramente 
constato che Roma la conoscono 
meglio gli stranieri che i romani. 
Ma 30 anni non bastano per vedere tutto
@arizona49


Dario torna a Roma in aereo. Al suo fianco una coppia di inglesi. Trascorrono il viaggio consultando cartine e guide della Capitale. Cerchiano con la matita monumenti, ville, siti archeologici e musei. Dario, che Roma pensa di conoscerla, sbircia i loro appunti. E si rende conto che invece la conosce poco: non è mai entrato in Santa Maria Maggiore e nemmeno alla Domus Aurea, non ha passeggiato a Villa Sciarra e nella Villa dei Quintili, alle Fosse Ardeatine ci è andato in gita con la scuola. Si sente improvvisamente vuoto. Intanto raggiunge la stazione Termini e sente una ragazza italiana dall’accento indecifrabile: «Da bambina abitavo all’Aventino e appena potevo andavo al Giardino degli Aranci. Prima entravo a Santa Prisca e poi guardavo San Pietro dal buco della serratura dei cavalieri di Malta. Una roba pazzesca». Dario, che dall’Aventino passa tutti i giorni, non resiste e l’indomani esce prima di casa e, con l'aiuto di googlemap, raggiunge Santa Prisca.

Poi prosegue e trova una lunga fila davanti al portone del Gran priorato dei Cavalieri di Malta. Si mette in coda, ascolta tutte le lingue del mondo, e quando arriva il suo turno guarda dal buco della serratura e vede il Cupolone come in un caleidoscopio luminoso. Quasi inebriato va al Giardino degli Aranci. Arriva alla balconata, vede tutta Roma e resta senza fiato. Intorno un ragazzo con la chitarra canta i Pink Floyd mentre gli stranieri fotografano. Su una panchina c’è anche la ragazza della stazione: fa smorfie buffe e ride insieme a un ragazzo. Sembra essere tornata bambina. Un’altra magia di Roma. E Dario pensa a quante altre magie non conosce. E voi?

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