ROMA

Che cosa fa litigare i negozianti e i padroni dei cani

Lunedì 24 Febbraio 2020 di Pietro Piovani
L’argomento è sgradevole e poco elegante, per cui in genere si evita di parlarne. Ma si capisce che il tema a Roma è molto sentito quando qualcuno, sui social network, lancia la polemica: basta con la pipì dei cani! E il dibattito si accende. Qualche giorno fa, sulla pagina Facebook del suo quartiere, Sara ha pubblicato la foto indignata della scia seminata da un quadrupede davanti al suo negozio. Perché i negozianti sono in effetti una delle categorie più colpite dalle necessità canine, insieme ai motorinisti che, per togliere la catena dalla ruota, sono costretti a mettere le mani sullo sporco. «Io ho sempre la segatura a portata di mano... Disinfettante tutte le mattine dopo che ho aperto» si lamenta Laura, un’altra commerciante. Molti se la prendono con i padroni, c’è chi vorrebbe un’apposita legge, chi ipotizza addirittura di bandire i cani dalle città, chi chiede l’uso di improponibili pannoloni. E dall’altra parte ci sono i padroni dei cani a spiegare che un animale non fa la pipì a comando, e che non si può passare lo straccio in tutti gli angoli di strada in cui il proprio cane decide di fermarsi. Insomma ognuno resta sulle sue posizioni, e alla fine le uniche contromisure disponibili rimangono il disinfettante e la segatura di Laura.

pietro.piovani@ilmessaggero.it
Ultimo aggiornamento: 01:00 © RIPRODUZIONE RISERVATA

LE VOCI DEL MESSAGGERO

Dalla candeggina ai contagi: ecco le bufale su cani e gatti

di Marco Pasqua