JUNIOR CALLY

«Riprovevole, che si può fare?», le mamme in chat e Junior Cally

Mercoledì 29 Gennaio 2020 di Raffaella Troili
«Riprovevole, che si può fare?», le mamme in chat e Junior Cally
La querelle su Junior Cally a Sanremo approda sulle chat delle mamme. Il missile lo tira Cecilia all’alba: inviando un video del “buongiorno”, dove c’è Red Ronnie che dice: “Ma porca... ma cosa stanno ascoltando i nostri figli?», e poi passa ad elencare i testi sessisti, volgari, violenti di una serie di giovani artisti che offendono le donne, compreso quelli di Cally, ormai noti a tutti («si chiama Gioia, perché fa la troia»; «l’ho ammazzata ci ho rivestito la borsa»).

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A catena si scatenano i commenti: «da denuncia, da galera», «riprovevole». C’è chi si chiede: «Cosa possiamo fare?». Già, cosa possono fare una ventina di mamme in chat? Che non sanno nemmeno i nomi dei rapper che sentono i figli? Che discorrendo a tavola scoprono l’esistenza di Shangai blood, altro romano molto amato dai giovanissimi, anche lui nella canzone via Libetta riparte alla carica con le offese e daje con le parolacce, le donne sono sempre delle poco di buono tra i rapper. «Ma fa solo il fico, si atteggia...», chiude il discorso l’adolescente. Cosa possiamo fare, ci si chiede in chat. Un classico “commento ai testi”, non è il caso e nemmeno lo meritano. Meglio raccontare la realtà: i femminicidi, le violenze, i luoghi comuni. Fa piacere che in chat chi ha dato cenni di vita siano state le mamme di alcuni piccoli uomini.

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