CORONAVIRUS

Coronavirus, traffico e sveglie all'alba: cosa non ci manca dell'uscire fuori

Venerdì 3 Aprile 2020 di Veronica Cursi

Questa quarantena ci ha tolto tantissime cose, ci focalizziamo solo su quelle. Ma pensateci bene c'è anche qualcosa del mondo lì fuori che non ci manca affatto. La sveglia alle 5 del mattino per Giada che lavora dall'altra parte di Roma, i 45 minuti sulla Tangenziale che ci mette Carlotta per andare e tornare dall'ufficio, mangiare insalata pronta davanti al computer per Andrea che a casa è diventato uno chef provetto. E poi l'ansia del lunedì che ha Margherita ogni volta che finisce il weekend tanto adesso i giorni sono tutti uguali, struccarsi la sera visto che Laura non si mette un fondotinta dai primi di marzo. E la lista sarebbe ancora lunga: la giacca e la cravatta, l'incubo di dover decidere come vestirsi il venerdì sera, vedere ogni giorno il collega che non sopporti.

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Certo, una magra consolazione rispetto all'infinita lista dei desideri che ognuno di noi ha stilato per quando si potrà riuscire di casa. Famiglie e amici da riabbracciare, viaggi, cene al ristorante, gite al mare, progetti da realizzare. Ma pensare che l'isolamento abbia anche qualche lato positivo ci aiuta a vivere meglio questi giorni difficili. Con l'obiettivo che quando sarà tutto finito ci ritroveremo e sarà meglio di prima.
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