CORONAVIRUS

Coronavirus, «Casa mia è piena di gente». E lo chiamano isolamento

Venerdì 27 Marzo 2020 di Veronica Cursi

A casa di Giulia la mattina c'è tantissima gente. In camera da pranzo la sorella parla con la prof di filosofia che spiega Cartesio. In cucina il papà fa colazione ascoltando tutti i messaggi vocali dei colleghi. La madre, sul divano, alterna la visione di qualche video su Facebook alle videoconferenze con il capo. Nel frattempo la televisione accesa, che nessuno guarda, ogni tanto fa partire il jingle pubblicitario sull'importanza di lavarsi le mani. Gianluca, il piccolo della famiglia, si aggira per le stanze chiedendo informazioni su come si fanno le equazioni mentre lei si chiude in camera cercando di seguire la lezione di linguistica. Che poi, con tutte quelli che parlano dentro casa sua, potrebbe prendere la laurea ad honorem.

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Ogni tanto qualcuno manifesta dei pensieri (ovviamente ad alta voce): «Devo studiare», «Ho fame», «Conte parla pure oggi?», «Ma secondo te quando riapriranno le scuole?». E poi la domanda a cui ognuno fornisce la propria interpretazione: «Quest'estate che faremo?». Alle 18 parte la canzone sul terrazzo, l'aperichat in collegamento con le amiche, la lezione di yoga online, nonna che spiega la ricetta su Skype. I giorni scorrono così ai tempi del Coronavirus. E menomale che si chiama isolamento.
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