Ostia, Flavia Tartaglini lascia il windsurf: non andrà alle Olimpiadi di Tokyo 2021

Lunedì 1 Giugno 2020 di Raffaele Marra
Flavia Tartaglini in azione
I prossimi giochi olimpici di Tokyo 2021 vedranno protagonista il windsurf azzurro ma senza la sua regina Flavia Tartaglini. Infatti tra i 52 atleti presenti ad Enoshima ci saranno sì due azzurri, (presumibilmente sua maestà Mattia Camboni delle Fiamme azzurre e l’erede al trono Marta Maggetti delle Fiamme gialle) ma non Flavia che da qualche mese ha appeso la tavola al chiodo, lasciando così l’attività agonistica.

«Non avevo più il fuoco dentro - le parole di Flavia - avevo perso quella motivazione che in gara mi faceva dare il tutto per tutto per rimontare e vincere, ma è stato un sacrificio e una scelta sofferta lasciare». La 35enne lidense delle Fiamme Gialle (medaglia sfiorata a Rio 2016, bronzo agli europei del 2017 e con tante coppe del mondo vinte) alla fine ha smesso. «Aver avuto Flavia Tartaglini in azzurro è stato un grande onore - le parole del direttore tecnico della FIV Michele Marchesini - aveva un’eredità pesante da raccogliere, quella di Alessandra Sensini, ma ha accettato la sfida arrivando a Rio con un quadriennio in crescendo». Poi a Rio Flavia nonostante partisse prima in medal race, il poco vento e una serie di errori tattici non provocati le sono costati quei 20 metri fatali che l’hanno separata dall’atleta russa Elfutina facendola arrivare ottava e perdere la medaglia di bronzo. Un sesto posto finale a due punti dal podio che ha lasciato l’amaro in bocca a lei e a tutto il team azzurro. «Sarebbe bastato arrivare prima della russa per vincere il bronzo» le conclusioni di Marchesini.

Per la Tartaglini, un’atleta di carattere con la A maiuscola, capace di allenarsi anche due sessioni al giorno, era arrivato il momento di fermarsi. Flavia l’ha capito nel 2019 ad agosto al test event olimpico di Henoshima, ritiratasi per il riacutizzarsi di un problema alla spalla, poi al mondiale di Torbole di settembre quando è giunta diciottesima. Dopo Rio 2016, con la sua voglia di rivincita, ha affrontato tre anni di alti e bassi, ma nel 2019 ha capito che le potenzialità di puntare a una medaglia a Tokyo non c’erano. Con le rivali giovanissime e affamate di vittoria, con Flavia senza motivazioni, ha avuto la certezza che non avrebbe partecipato ad un’olimpiade solo per onor di firma. Dispiaciuto dell’addio anche Pierluigi Fornelli direttore sportivo della sezione vela delle Fiamme gialle, ex randista di Coppa America (con Mascalzone Latino nel 2003 e con i sudafricani di Shosholoza nel 2007) e allenatore della Tartaglini negli ultimi otto anni: «Flavia dopo Rio, ha cercato di mantenere il ritmo, ma il suo calo mentale non le ha dato più motivazioni e stimoli per andare avanti». L’RS:X azzurro, qualificato ai mondiali di Aarhus nel 2018 con Camboni e Maggetti, a Tokyo ce la metterà tutta, non per niente al Test event di Enoshima del 2019 Mattia Camboni vinse l’argento. «A Tokyo se ce la giocheremo bene - dice Marchesini - saremo nelle prime cinque posizioni con Olanda, Cina, Israele e Francia». I “fantastici quattro” oggi rappresentano il futuro: «Camboni riesce ad andare con tutto, Benedetti ha un feeling con il vento forte - conclude Marchesini - Maggetti ha un piede pazzesco e la Speciale ha una grande determinazione». Dopo la leggenda Alessandra Sensini e la regina Flavia Tartaglini, adesso è il momento del passaggio del testimone ai “fantastici 4”, per continuare a volare e a sperare nel sogno olimpico. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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