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Covid, nel Lazio spuntano gli over 80 no-vax: sono 20 mila

Covid, nel Lazio spuntano gli over 80 No Vax: sono 20 mila
di Francesco Pacifico
4 Minuti di Lettura
Lunedì 8 Marzo 2021, 22:47 - Ultimo aggiornamento: 9 Marzo, 09:13

Ventimila ultraottantenni nel Lazio hanno deciso di non vaccinarsi contro il Covid. Gente che può rientrare tranquillamente nella categoria dei No Vax: nutrono dubbi sulla effettivo risultato del farmaco, hanno paura degli effetti collaterali, non credono di averne bisogno oppure sono sicuri che non contrarranno la malattia. Secondo Luigi Toma, infettivologo dell’Ifo: «Queste persone sbagliano. Farebbero bene a vaccinarsi, per la loro salute e per quella di tutti». Altri anziani, ma è una minoranza, hanno scelto di non immunizzarsi perché faticano a raggiungere i centri vaccinali, non sono informati sulle modalità alternative per l’assistenza domiciliare o non sanno come prenotare.

Ieri intanto la Regione, dopo che il governo ha alzato la fascia d’età per l’uso di AstraZeneca, ha rimodulato il calendario vaccinale. Dalla mezzanotte di mercoledì potranno prenotarsi chi ha 76 e 77 anni, da venerdì 12 marzo 74enni e 75enni, da lunedì prossimo 72enni e 73enni. La Regione - tenendo conto che la possibilità di prenotarsi è di fatto chiusa - ha finora ordinato 380mila dosi a Pfizer e Moderna per le generazioni dal 1941 in giù. E, stando alle richieste finora ricevute, non ha avuto la necessità di comprare altri farmaci.

Di conseguenza, su 400mila ottuagenari, novantenni e centenari residenti che vivono nel Lazio, il 5 per cento ha deciso di non immunizzarsi, rischiando però grosso, tenendo conto il coronavirus ha mietuto vittime soprattutto nella fascia di età sopra i 75 anni. Le vaccinazioni per gli over 80 sono iniziate ufficialmente il Primo febbraio, ma nei giorni precedenti erano state effettuate le prime sperimentazioni - per testare la macchina - a Roma in ospedali come lo Spallanzani o il San Camillo.

Su circa 590mila fiale finora somministrate complessivamente nel Lazio, quasi 180mila over80 hanno ricevuto già almeno la prima dose. Circa 10mila ottuagenari hanno chiesto l’assistenza domiciliare, con un medico di base venuto a casa loro a vaccinarli. La Regione è sicura di arrivare alla piena immunizzazione di queste persone nella prima settimana di maggio, ma visti gli attuali ritmi della forniture - a settimana Pfizer e Moderna consegnano oggi poco più di 90mila dosi - si arriverà a giugno. Discorso diverso con una massiccia consegna di fiale. Ieri, poi, si registrano forti disguidi al Pertini: per un overbooking 300 anziani hanno dovuto aspettare sotto la pioggia e il freddo la vaccinazione in una fascia oraria dove erano previsti al massimo 15 casi. Questo lo scenario che si è registrato da fine gennaio. Per la cronaca, la Regione è soddisfatta del risultato, visto che per la camagna antiinfluenzale aveva aderito circa il 70 per cento.

Le preoccupazioni


Ma perché gli anziani decidono di non vaccinarsi? Utile, in quest’ottica, fare riferimento alle esperienze dei medici di base. Per esempio Alberto Chiriatti, che lavora a Ostia, racconta: «Rispetto al passato, ho notato più attenzione tra i miei pazienti anziani verso la vaccinazione: forse la lontananza dai cari gli ha fatto comprendere i rischi del Covid. Personalmente non ho avuto molti casi di No Vax, ricordo la figlia di una mia paziente invalida, che mi ha spiegato di non ritenere necessaria la vaccinazione perché “la madre non usciva di casa”. Quando le ho spiegato che poteva essere lei stessa a mettere a rischio la vita della propria madre, mi ha risposto che non avrebbe cambiato idea. Poi, ci sono quelli che, dopo le inoculazioni da bambini, non si sono mai vaccinati in vita loro e non capiscono perché devono iniziare a farlo adesso». Tra questi c’è Mario, che ci spiega: «Ho 87 anni, non ho mai avuto una febbre in vita mia, mi chiudo in casa e ho letto che il vaccino ha degli effetti collaterali molto pesanti. Non è vero? Be’, io credo soltanto in quello che vedo».

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