La Regione: «I monasteri benedettini di Subiaco diventino patrimonio mondiale dell'umanità Unesco»

Il Monastero di Santa Scolastica fondato a Subiaco attorno al 550 dopo Cristo
di Antonio Scattoni
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Giovedì 30 Settembre 2021, 11:37

I monasteri Benedettini di Subiaco «diventino sito Unesco e patrimonio mondiale dell’umanità». La candidatura del Sacro Speco e del Monastero di Santa Scolastica, simboli del monachesimo e della cultura occidentale, è stata presentata all’organizzazione culturale dele Nazioni Unite dalla Regione alla XII edizione del salone mondiale del Turismo, tenuto a Padova nel Palazzo della Ragione giorni fa. Insieme ai siti religiosi sublacensi sono candidati anche il Monastero Benedettino di Montecassino e l’Abbazia di Farfa, oltre a Civita di Bagnoregio e alla Via Francigena.


«Mi ha riempito di orgoglio rappresentare il Lazio - dice l’assessore regionale al Turismo Valentina Corrado - È una grande soddisfazione aver lanciato l’idea per luoghi riconosciuti come patrimonio materiale, immateriale e naturale dell’umanità Unesco e di presentare l’unicità delle tre candidature, inserite nella “Tentative list Italiana”: Civita di Bagnoregio, la Via Francigena Italiana e i Monasteri Benedettini del Lazio. Auspichiamo di vederli presto inseriti». La notizia è stata accolta con soddisfazione dalla comunità dei monaci Benedettini di Subiaco radicati dal 550 circa dopo Cristo, che custodiscono da secoli la “Grande Bellezza” dei due siti religiosi visitati ogni anno da migliaia di turisti di tutto il mondo ma anche da importanti esponenti internazionali che scelgono il silenzio dei Monasteri per raccogliersi in preghiera.
Ultimo in ordine di tempo il presidente della Repubblica Ungherese Janos Ader, arrivato in gran segreto al Sacro Speco, dopo l’incontro con il presidente Mattarella, per pregare nella grotta del Santo di Norcia. «La candidatura a sito Unesco ci fa piacere, è un’ opportunità in più di far conoscere i nostri Monasteri – dichiara l’Abate di Subiaco Dom Mauro Meacci - I Monasteri di Subiaco e quello di Montecassino rappresentano il punto di riferimento spirituale dell’ordine Benedettino che è presente in tutti i continenti. La recente preghiera del Presidente della Repubblica Ungherese al Sacro Speco, dimostra la grande importanza e l’unicità dei nostri due siti religiosi e non è certo un fatto casuale».
Questi i criteri riconosciuti nella candidatura ai monasteri di Subiaco e al comprensorio: «Il paesaggio culturale degli insediamenti benedettini - viene spiegato dal comitato Unesco - costituisce l’eccezionale testimonianza di un fenomeno in grado di fornire modelli di vita intellettuale e sociale, caratterizzati dall’equilibrio tra uomo e natura e tra individuo e comunità, nel rispetto delle diversità». Il Sacro Speco è il luogo dove San Benedetto si ritirò in preghiera intorno al 550 in una grotta e meditò la regola dell’ordine Benedettino “Ora et Labora”. Successivamente intorno all’XI secolo iniziò la costruzione dell’attuale monastero. Quello di Santa Scolastica è l’unico dei 12 voluti dal Santo nella valle sublacense ad aver resistito ai terremoti e alle distruzioni dell’invasione Saracena.

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