Scuola, a Roma ripresa ad ostacoli: «Mezzi stracolmi, attacchi hacker e nessun tampone»

Scuola, a Roma ripresa ad ostacoli: «Mezzi stracolmi, attacchi hacker e nessun tampone»
di Camilla Mozzetti
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Mercoledì 7 Aprile 2021, 15:48 - Ultimo aggiornamento: 8 Aprile, 10:26

Riparte la scuola dopo il passaggio del Lazio dalla zona rossa a quella arancione ma i problemi restano sempre gli stessi. Di più: si amplificano complice un attacco hacker alla vigilia di Pasqua che ha mandato in "down" la piattaforma "Axios", usata da presidi e professori - ma anche dalle famiglie - per il registro elettronico.

Anche oggi nel primo giorno di riapertura - a tornare in classe sono stati anche gli studenti degli istituti superiori con la presenza al 50% - i docenti non hanno potuto annotare assenze o giustificazioni né compilare i moduli per i compiti proprio a causa del problema della piattaforma. Oltre a questo, sopratutto per quanto riguarda i liceali, torna a galla il "nodo" trasporti: mezzi sovraccarichi fin dalle prime ore del mattino con un'occupazione media delle vetture superiore al 50%. «Lo diciamo da sempre, dall'inizio dell'emergenza - spiega Cristina Costarelli, vicepresidente dell'Associazione nazionale presidi di Roma e del Lazio - il piano trasporti non funziona, le vetture sono troppo piene motivo per cui noi stessi e anche i docenti stiamo consigliando alle famiglie, laddove possibile, di accompagnare i ragazzi a scuola con mezzi privati». Soltanto martedì un'inchiesta del Nas dei carabinieri ha svelato inoltre come su autobus, metro, tram e linee ferroviarie che servono la Capitale il virus circoli abbondantemente. Su 42 tamponi svolti nelle vetture, infatti, in 21 casi sono emerse positività grazie al campionamento di maniglie, poggiateste, barre per reggersi durante la corsa. Anche Andrea Crisanti, professore ordinario di Microbiologia all'università di Padova questa mattina ai microfoni di Sky ha lanciato il monito: «La pendolarità è un rischio gravissimo. La necessità di prendere trasporti, la densità: non
è stata fatta nessuna analisi per capire dove sta il rischio».

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E se alla vigilia di Pasqua molte scuole, soprattutto materne ed elementari, hanno aperto anche se per soli due giorni, con i virologi certi che questo avrebbe prodotto un risultato in termini di contagi, i ragazzi disertano i tamponi nei drive-in. La Regione Lazio ha prorogato la possibilità di svolgere gratuitamente per i giovani da 14 a 18 anni il test nei vari drive-in allestiti sul territorio ma «gli studenti non stanno approfittando di questa opportunità - conclude la Costarelli - per motivi diversi che riguardano principalmente la difficoltà nel raggiungere i centri: essendo minorenni e essendo pochi quelli muniti di macchinette o scooter devono essere accompagnati dai genitori. Avevamo chiesto e ribadiamo l'appello a svolgere i tamponi a scuola».

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Complessivamente il Lazio è una delle Regioni con il maggior numero di scuole e di studenti. A tornare in classe sono stati 81.877 bambini iscritti alle scuole di Infanzia, 231.825 piccoli che frequentano le elementari, 157.046 studenti delle medie e la metà dei 251.989 alunni di licei e istituti superiori. 

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