Roma, a scuola caldaie in black out: alunni e prof con le coperte al liceo Visconti

Al Visconti riscaldamento rotto da dieci giorni: studenti costretti a lezioni al freddo

Scuola, caldaie in black out: alunni e prof con le coperte
di Lorena Loiacono
4 Minuti di Lettura
Lunedì 6 Dicembre 2021, 22:30 - Ultimo aggiornamento: 8 Dicembre, 08:46

Un freddo da battere i denti e così gli studenti, per affrontare la giornata di scuola, portano in classe coperte e stufette. Le temperature si sono abbassate e il freddo si fa sentire, soprattutto in aula se la caldaia dell’istituto è guasta. I primi disagi sono iniziati con l’arrivo del primo freddo ma ora, con la colonnina di mercurio che sta precipitando giù, la situazione è diventata insopportabile. Lo sanno bene gli studenti del liceo Visconti che, fermi e seduti al banco per tutta la mattina, non possono fare altro che mettersi una coperta sulle spalle, il cappuccio della felpa o una sciarpa di lana sulla testa. I guanti di lana vengono tolti solo per scrivere. La scuola, infatti, è al freddo da giorni ormai. Tanto che il 29 novembre la direzione ha avvisato le famiglie: «I termosifoni sono spenti»

 

L’AVVISO

Con una nota sono stati avvisati i genitori del guasto alla caldaia, sottolineando di aver già chiesto l’intervento della Città metropolitana, vale a dire l’ente territoriale di riferimento per gli edifici di scuola superiore. Dagli uffici tecnici era inoltre arrivata la rassicurazione del fatto che si sarebbero attivati per una «tempestiva risoluzione del problema». Ma i giorni passano e il freddo aumenta. Fino a quando, giovedì 2 dicembre, è avvenuto il sopralluogo tecnico ed è arrivata così la nota informativa alla scuola con l’esito e i tempi previsti per riaccendere tutti i termosifoni. Praticamente una doccia fredda, in tutti i sensi, visto che dalla Città metropolitana hanno avvisato che l’intervento alla centrale termica sarebbe durato almeno 10 giorni.

Di fatto i ragazzi in questo modo, se tutto va bene, restano al freddo più di due settimane. E il problema non è di poco conto visto che quest’anno, nel rispetto dell’emergenza Covid, le classi devono restare quanto più possibile con le finestre aperte per consentire il ricambio dell’aria e abbassare il rischio dei contagi. Ad ogni cambio dell’aria, quindi, scende il gelo tra i banchi. Ieri mattina, dopo che la scuola è stata chiusa per l’intero fine settimana, gli studenti e i professori hanno trovato le aule a temperature bassissime. Da brividi. Non a caso anche i docenti, infatti, sono stati costretti a fare lezione con il cappotto o il piumino e il cappello indosso. «Una situazione insostenibile – denunciano i genitori – così i ragazzi si ammalano. Non si può aspettare così tanto per riuscire a risolvere i problemi». 

Lo scorso anno, di questi tempi, le scuole superiori erano chiuse con tutti gli alunni in didattica a distanza. Quindi all’arrivo del freddo erano tutti a casa. Adesso si tratta di fare una corsa contro il tempo per arrivare al Natale con la scuola riscaldata e la caldaia funzionante. Altrimenti a gennaio, dopo i 20 giorni di chiusura, ci sarà il gelo ad accogliere gli alunni. «Dobbiamo registrare ancora una volta – denuncia Mario Rusconi, presidente dell’Associazione nazionale dei presidi di Roma - che non sempre vengono evase in tempi veloci le richieste fatte dalle scuole in merito alla manutenzione degli edifici e, soprattutto in questo momento, dei sistemi di riscaldamento. Ma i termosifoni funzionanti sono necessari e vanno sistemati quanto prima anche perché, in questo periodo, le classi devono essere puntualmente areate e quindi la temperatura si abbassa ancora di più». 

UN FENOMENO

Lo stesso sta accadendo nella scuola media dell’istituto comprensivo Alcide De Gasperi, in zona viale Jonio, per un guasto ad una tubatura: «Abbiamo allertato il municipio 3 - spiega la dirigente scolastica, Claudia Regazzini - i tecnici sono intervenuti e stanno cercando di individuare il danno ma purtroppo non è un lavoro semplice e sta andando per le lunghe. Chiaramente speriamo di risolvere prima della chiusura natalizia». 
 

© RIPRODUZIONE RISERVATA