Roma, professore taglia ciocca di capelli in classe a una studentessa iraniana: avviato procedimento disciplinare. Il sindaco Gualtieri: «Bullizzazione inaccettabile»

L'associazione presidi: «Gesto gravissimo»

Roma, professore taglia ciocca di capelli in classe a una studentessa: avviato procedimento disciplinare. Il sindaco Gualtieri: «Bullizzazione inaccettabile»
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Giovedì 29 Settembre 2022, 15:53 - Ultimo aggiornamento: 18:57

È partito un procedimento disciplinare nei confronti del professore che ha tagliato una ciocca di capelli con le forbici a un'alunna in classe. È successo a Roma, al Liceo di scienze umane Leonardo Da Vinci. Ora rischia anche una sanzione, una punizione per un gesto che sta innescando indignazione e sgomento.

Il professore si sarebbe avvicinato alla ragazza, di origini iraniane, e le avrebbe chiesto se non se la sentisse di manifestare anche lei per solidarizzare con le donne e le ragazze che da giorni stanno letteralmente invadendo le strade (ci sono cortei e dimostrazioni in almeno 80 città iraniane) per protestare contro l'uccisione di Mahsa Amini, la ragazza di 22 anni arrestata e picchiata a morte dalla polizia morale perché indossava male il velo.

L'insegnante si è avvicinato alla ragazza. Lei aveva delle forbici sul banco. Lui le ha inforcate e le ha tagliato una ciocca di capelli. I compagni di classe si sarebbero messi a ridere non comprendendo la gravità dell'accaduto. Lei sarebbe rimasta immobile, imbarazzata e interdetta. Non avrebbe reagito, scrive il quotidiano La Repubblica, perché sconvolta da quel taglio subito e non voluto.

In Iran la protesta delle donne iraniane non si ferma: gli arresti sono più di 1.200 mentre negli scontri con le forze dell’ordine ci sarebbero finora 76 vittime (lo riferosce Iran Human Rights). In questo momento nel Paese è stato disposto un blocco di internet.

Le reazioni: indignazione e condanna 

Sul fatto è intervenuto il sindaco di Roma: Roberto Gualtieri nel corso di un convegno sulla violenza ha detto che «l'episodio che riguarda la giovane studentessa iraniana va verificato ma, se vero, sarebbe una forma di bullizzazione inaccettabile». nel corso di un convegno sulla violenza sulle donne a Palazzo Valentini.

«Il gesto arbitrario del docente di un Liceo di Roma è lesivo della dignità e della libertà della studentessa di origine iraniane, che è stata costretta, suo malgrado, a vedersi tagliare una ciocca di capelli dall'insegnante che voleva costringerla a esprimere solidarietà alla donna arrestata nel suo Paese, per non aver indossato il velo. Condanniamo questo gesto perché priva la ragazza della sua indipendenza di pensiero e di azione, oltre ad averla esposta anche al pubblico ludibrio in classe. Alla violenza non si risponde con altrettanta violenza», commentano Daniele Parrucci, consigliere delegato alle Scuole Città metropolitana di Roma e Tiziana Biolghini, consigliera delegata Pari opportunità, Politica sociale, Cultura, Città metropolitana di Roma.

Interviene anche la presidente del Coordinamento Genitori Democratici, Angela Nava che, commentando con l'Adnkronos l'accaduto sottolinea come «ogni giorno veniamo messi alla prova dalle notizie che provengono dal quotidiano modo di fare scuola». «Tagliare una ciocca di capelli ad un'allieva non consenziente è la nuova modalità per sensibilizzare e creare empatia verso la causa delle donne iraniane? È questa una nuova strategia didattica della discussa educazione alla cittadinanza? Alle tante questioni che il mondo della scuola pone al nuovo governo - evidenzia - crediamo che il tema della formazione degli insegnanti partendo dall'assunto che la scuola è per gli studenti e non palcoscenico degli adulti, non sia secondario».

Quello dell'insegnante che ha tagliato la ciocca di capelli a una studentessa iraniana «è un atteggiamento che si concilia poco con il diritto-dovere degli insegnanti a formare gli studenti. Se per ogni manifestazione che succede all'esterno noi interveniamo in maniera così plateale è chiaro che l'unica cosa che otteniamo è che queste questioni diventino divisive. La scuola ha bisogno di pacatezza e di saggezza non ha bisogno di elementi divisivi». Lo dice all'Adnkronos il presidente dell'Associazione nazionale presidi di Roma, Mario Rusconi, commentando il caso accaduto nell'istituto romano. «Io pure poi come cittadino sono profondamente scosso da quello che stanno facendo in Iran, ne posso discutere con i ragazzi del mio liceo ma non mi permetterei mai di fare cose che hanno una risonanza mediatica che può essere divisiva e mal interpretata da molti», spiega. «Gli insegnanti dovrebbero agire sempre con molta accortezza perché dei gesti del genere poi magari possono essere interpretati male dai genitori o anche dai colleghi - ribadisce Rusconi - Bisogna fare in modo che tutto ciò che entra a scuola sia elemento di crescita e non semplicemente di visibilità mediatica. La visibilità mediatica lasciamola a Tik Tok e così via».

«Non si può che esprimere completo dissenso» sull'episodio avvenuto oggi in una scuola romana in cui un docente ha tagliato i capelli ad una studentessa iraniana come 'gesto dimostrativò con la conseguenza «di azioni disciplinari che il preside dovrà condurre nei confronti del docente». A dirlo all'ANSA è Cristina Costarelli, preside del liceo scientifico romano Newton e presidente dell'Associazione presidi del Lazio. «A scuola si approfondisce l'attualità ma senza farne motivo di riferimenti personali - prosegue la dirigente scolastica - alla cultura degli studenti, che a scuola sono tutti assolutamente uguali. Quanto accaduto è gravissimo, il docente deve tutelare la parità di condizioni tra tutti gli studenti, andare a compiere un gesto del genere è molto grave. La scuola è aperta, laica, deve rispettare i principi di uguaglianza e parità. Sottolineare una differenza culturale è da contrastare in tutti i modi. La ragazza ha visto lesa la sua dignità che dovrebbe essere tutelata, ed è stata danneggiata».

«L'iniziativa presa dal docente nei confronti di una studentessa di origine iraniane, che sta rimbalzando nelle cronache, è un gesto autoritario che va condannato. Il taglio di una ciocca di capelli della ragazza, agito contro la volontà della stessa, in nome di una presunta intenzione di stimolare solidarietà alle donne iraniane, va esattamente nella direzione contraria all'affermazione della libertà e della autodeterminazione. Gli accertamenti sono doverosi e necessari, così come i provvedimenti conseguenti. Il rispetto dei ragazzi e delle ragazze, dei loro corpi, della loro libertá è alla base dei processi educativi». A dichiararlo in una nota è l'Assessora alla Scuola, Formazione, Lavoro di Roma Capitale, Claudia Pratelli.

Il Museo Maxxi a Roma e la Triennale di Milano si sono associati per protestare contro la repressione in corso in Iran (la foto è tratta dal profilo Facebook del museo romano). E stanno raccogliendo ciocche di persone che intendono volontariamente e come gesto simbolico, tagliarsi i capelli per solidarietà con le donne iraniane. Questi piccoli ciuffi di capelli saranno poi inviati all'ambasciata iraniana. «Ci uniamo a Triennale Milano in questa manifestazione pacifica di protesta contro gli omicidi e le inaccettabili violenze che stanno colpendo le giovani donne e i giovani uomini in Iran - dice la presidente del Maxxi Giovanna Melandri - Le manifestazioni di dissenso contro le regole liberticide della Repubblica Islamica stanno crescendo ancora e il coraggio di tante donne iraniane è commovente e generoso. Non possiamo rimanere indifferenti. La protesta delle donne iraniane è anche la nostra. Il MAXXI vi chiede di lasciare una ciocca di capelli che invieremo in segno di protesta all'Ambasciata di Teheran. Un piccolo gesto altamente simbolico, nel nome di Mahsa Amini e Hadis Najafi, al fianco di tutte le donne la cui libertà viene calpestata in Iran. Mi rivolgo a tutto il nostro pubblico. Facciamo sentire lo sdegno e l'orrore per le giovani martiri e le decine di vittime di questi giorni, la nostra solidarietà alla straordinaria lotta in corso per la difesa dei diritti umani inalienabili».

Si può fare, certo, ci si può tagliare una ciocca di capelli, ma solo se una persona intenda farlo di sua spontanea volontà. 

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