Roma, litiga con la ragazza e si arrampica sul balcone per far pace, scambiato per ladro precipita dal terzo piano: è gravissimo

Roma, litiga con la ragazza e si arrampica sul balcone per far pace, scambiato per ladro precipita dal terzo piano: è gravissimo
di Emiliano Bernardini e Marco De Risi
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Mercoledì 26 Gennaio 2022, 06:42 - Ultimo aggiornamento: 27 Gennaio, 08:38

Quando sei disperato, come me senza te, come cantava Marco Masini, sei pronto a fare di tutto. Talmente disperato da pensare che il mondo intorno non esista. C'è solo lei e quel disperato bisogno di vederla. Di parlarle. Di chiarire. Tanto da scalare una palazzina, essere scambiato per un ladro e nella confusione volare giù per nove metri. Dalla battaglia per amore alla lotta per la vita.
Un litigio nato dalla gelosia, sfociato in toni accesi e quel classico non chiamarmi mai più. Ma quale innamorato si è mai arreso a quella frase? Nessuno. E non lo ha fatto nemmeno Alessandro. La sua ragazza non ne voleva più sapere nulla. «Basta. E' finita» deve averle gridato nell'ultima telefonata. Poi il silenzio. Il cellulare che squilla a vuoto. I messaggi che restano muti. E quel non avere una risposta che fa saltare ogni ragionamento logico. Vado da lei, sotto casa ha detto la notte tra domenica e lunedì. L'ultima chance che si era dato per farsi perdonare. Quella casa a Fidene che conosce bene in via Monte Grimano. Un complesso residenziale proprio alle spalle del parco delle Sabine. Ha suonato disperatamente al citofono senza avere una risposta. E così si è lanciato in quel gesto estremo che ora lo ha costretto in un letto d'ospedale in gravissime condizioni. «Se non mi risponde mi arrampico fino dentro casa» avrà pensato il 43 enne che nella vita fa il tassista. La casa della ragazza affaccia su una piscina condominiale limitrofa al parco. E per entrare Alessandro ha sfruttato proprio l'area verde.

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COLTO SUL FATTO
Ha scavalcato un primo muretto di recinzione per poi infilarsi nella piscina. Da lì si è aperto il vialetto su cui si affacciano le due palazzine gemelle. Ha usato le tubature esterne per arrampicarsi fino al terzo piano. Ma quell'ombra nella notte non è passata di certo inosservata. Da subito è stato notato da un paio di condomini. Qualcuno ha lanciato un urlo credendo si trattasse di un ladro acrobata. Uno di quelli che in passato qui si sono introdotti più volte negli appartamenti. «Al ladro!», «Ti abbiamo visto», «Polizia! Polizia!». Il ragazzo dalla disperazione d'amore viene preso dal panico. Vacilla su quei tubi. Prova a rimanere attaccato ma non essendo certo un provetto scalatore cade giù. Un volo di nove metri. Un tonfo sordo e una chiazza di sangue che si apre dietro la sua testa. Urla di terrore. «Gli sta bene» grida qualcuno dal balcone non sapendo che Alessandro non voleva rubare nulla se non riconquistare il tesoro più grande: il cuore di quella ragazza. In un baleno il comprensorio s'illumina delle luci della polizia del distretti Fidene-Serpentara e dell'ambulanza. La situazione appare subito molto grave. Il ragazzo viene portato al policlinico Umberto I e sottoposto ad una delicata operazione alla testa e ad un intervento maxillo-facciale per ridurre le fratture al cranio e alla mandibola. La ragazza informata è corsa immediatamente in ospedale. E' stata lei a raccontare agli agenti che Alessandro non è assolutamente un ladro. Ieri nel comprensorio di via Monte Grimano si continuava a parlare della notte di orrore e follia. Tutti ancora convinti che a salire sul palazzo era un ladro. Nessuno aveva dato la notizia che invece Alessandro era un innamorato disperato. La chiazza di sangue è ancora ben visibile e fino a poche ore prima ci raccontano, c'erano ancora i fazzoletti usati per tamponare l'emorragia, i guanti dei paramedici e le siringhe usate.

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