Stupro Roma, droga e festini a luci rosse: così la gang di Capodanno era a caccia di nuove prede

Nei messaggi WhatsApp le prove che il branco si preparava a colpire ancora

Il complesso di villette in zona Torresina in cui si è svolto il festino di Capodanno del 2020, teatro delle violenze
di Alessia Marani e Camilla Mozzetti
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Mercoledì 26 Gennaio 2022, 01:14 - Ultimo aggiornamento: 14:26

Senza freni inibitori, smaniosi nella ricerca di nuove “occasioni” perché la notte del 31 dicembre 2020, a base di droga e sesso, non resti l’unica. Il gruppo dei “bravi” giovani che a turno ha abusato di una sedicenne, nella villetta dell’orrore a Primavalle, era già pronto a “procacciare” altre ragazze. Il sei gennaio, a cinque giorni dalla “mattanza” di Capodanno, uno dei ragazzetti che ha abusato della minorenne scrive a Patrizio Ranieri, il primo con cui la giovane ebbe dei rapporti forzati quella notte.

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Stupro Roma, droga e festini a luci rosse

Gli chiede di trovare altre ragazze per divertirsi e il Ranieri non dice di no ma avverte di «Non essere un sito web finalizzato ad organizzare gli incontri», come appunta il gip Tamara De Amicis nell’ordinanza di custodia cautelare. Ma l’altro amico non si dà per vinto e insiste, chiede di trovare delle giovani per lui ed altri, di avere una macchina a disposizione e che, naturalmente il Ranieri, sarebbe stato invitato a partecipare all’ennesimo festino.

IL PRIMO ARRESTO

Nulla di quanto accaduto a Primavalle sembra sconvolgerli e anche nei mesi a venire, le loro azioni restano scandite dalla droga e da una vita brava, come accerteranno i carabinieri, che poco avrebbe a che vedere con quella propria dei minori. Uno dei ragazzi, che la notte di Capodanno non aveva ancora compiuto 18 anni, viene fermato qualche mese più tardi - è il 27 luglio 2021 - dalle Volanti ed arrestato per traffico illecito di sostanze stupefacenti. Lo chiameremo Giacomo che la sera di quel luglio alle 22 si trova a Casal Bruciato, in via Sebastiano Satta. Il ragazzo è a bordo di una Smart e non appena vede la polizia, accelera destando l’attenzione degli agenti che si mettono a seguirlo. Durante questa fase Giacomo getta dal finestrino un oggetto tubolare, simile a un contenitore di patatine, ma viene fermato e il tubo recuperato dagli agenti. Durante l’ispezione del contenitore viene trovato un doppio fondo e all’interno due bustine di cellophane con altre bustine contenenti dosi di droga. Pertanto il ragazzo viene fermato, processato per direttissima e sottoposto all’obbligo di firma e al divieto di uscire di casa dalle 21 alle 8 tutti i giorni. Disposizioni che non vengono in alcun modo rispettate tant’è che durante un controllo dei militari dell’Arma il ragazzo non si fa trovare a casa, la madre non sa dove sia. Viene rintracciato ed arrestato il 27 settembre del 2021 e portato a Regina Coeli. Il primo ottobre la settima sezione penale del tribunale di Roma dispone la sostituzione del carcere con quella degli arresti domiciliari con applicazione del braccialetto elettronico.

IL CARICO DI DROGA

Poi c’è l’altro, Ranieri, che vanta pure lui un percorso di “primo piano”. Il ragazzo dopo la notte di Capodanno prova a contattare la minore e la incontra anche insieme alla sua migliore amica a piazza Euclide. Lei di quanto accaduto ricorda poco o nulla. Ha la percezione che qualcosa di orribile le sia successo ed è convinta che in mezzo ci sia anche questo ragazzo. Lui prova a farle credere il contrario, dicendole che nulla era accaduto senza la sua volontà e che, a Capodanno, era consenziente. Ma la ragazzina come accerteranno anche i sanitario dell’ospedale San Pietro è stata violentata e Ranieri insieme ad altri due ragazzi finisce indagato a fronte della denuncia sporta dalla minorenne. Sul caso partono le indagini dei carabinieri ma il ragazzo non se ne preoccupa. A tal punto che, un anno più tardi, il 16 dicembre 2021 Ranieri viene fermato alla barriera autostradale di Civitavecchia per un normale controllo e trovato però in possesso di hashish e cocaina. Nella sua auto - una Toyota IQ - le forze dell’ordine trovano 12 panetti di hashish per più di un chilo oltre a 55 grammi di cocaina e 960 euro in contanti in banconote di diverso taglio, nascosti nel vano porta oggetti. Ancora, il ragazzo viene perquisito e la droga ce l’ha anche addosso: sempre hashish per 0,80 grammi nascosta nel calzino. Gli stupefacenti e il denaro rinvenuti non lasciano margini, Ranieri spaccia la sua casa viene perquisita ma non si trova altra droga. Tuttavia basta quella scoperta nell’auto per contestargli l’accusa di spaccio e la misura degli arresti domiciliari. «Me so scopato una vergine» diceva Ranieri la notte di Capodanno. Da lì niente è bastato a invertire la rotta. 

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