ROMA

Roma, neonata soffoca, carabiniere fuori servizio la salva: «Ho ripreso respiro con lei»

Lunedì 20 Gennaio 2020

È tornato a respirare con lei, con quella bambina che aveva in braccio e che aveva appena salvato dal soffocamento: «L'ho sollevata e già non respirava più e allora ho capito che dovevo fare qualcosa e lo dovevo fare subito. Era cianotica, le ho fatto una leggera pressione, alcune manovre e in pochi secondi la bimba si è ripresa. Sentivo le urla della mamma e io ero lì con il cuore che mi batteva forte, ma la piccola ha aperto gli occhi, era fatta», racconta Angelo Perillo, 37 anni, vice brigadiere in servizio presso la compagnia Trionfale. Ma riavvolgiamo il nastro della vicenda. È sabato mattina, poco prima delle 13, sta passeggiando per delle commissioni, è in borghese, non è in servizio. All'improvviso sente le grida provenire da un negozio di abbigliamento, in via Simone Saint Bon, a Prati. «Correte, mia figlia non respira. Aiuto vi prego», urla disperata una mamma, la sua piccola è già diventata blu, gli occhi sbarrati, e lei è lì impotente, impietrita davanti a un dolore e una paura che la sta annientando. La sua disperazione riempe la strada e attira l'attenzione del vice brigadiere che non si perde d'animo e corre in suo aiuto. La piccola, nata il 29 dicembre scorso, è già cianotica per l'impossibilità di respirare, forse dopo un rigurgito. Il militare si rende conto della gravità, corre verso la mamma che tiene in braccio la bimba, la prende e anche con l'aiuto del padre, le pratica la manovra di Heimlich riuscendo così a liberarle le vie aeree e a salvarla. Portata in ambulanza all'ospedale Bambino Gesù, la bimba è ricoverata in osservazione ma in buone condizioni.

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L'EMOZIONE
Il carabiniere si è subito informato sulle condizioni della piccola, ha parlato con i genitori che hanno continuato a ringraziarlo. Ricorda ogni istante, su quel marciapiede. Anche se è successo tutto in pochi istanti. «Ho pianto di gioia, non riuscivo a smettere e non me ne vergogno. Salvare una vita è una grande emozione, ma quando poi è quella di una bambina di 20 giorni ti riempie il cuore. Tutto è accaduto in due, tre minuti al massimo. Poi ha ripreso a respirare e con lei anche noi. Ho fatto quello che avrebbe fatto chiunque al mio posto», dice il vice brigadiere, di origine lucana, da 18 anni nell'Arma, anche lui papà di un bimbo di un anno e mezzo. «Quando l'ho vista ho capito che non c'era tempo da perdere, mi sono reso subito conto della gravità. La piccolina era di un colore preoccupante, non respirava, faticava». Ma ora quello che conta «è che sta bene, è sotto osservazione. È una bimba bellissima, con gli occhi blu. Un angioletto».
Perillo ha utilizzato la manovra di Heimlich, una tecnica di primo soccorso per rimuovere un'ostruzione delle vie aeree. Prende il nome dal medico statunitense Henry Heimlich, che per primo la descrisse nel 1974. Bisogna conoscerla bene per praticarla sui bimbi piccoli per via della loro particolare conformazione fisica. Ma Angelo (in questo caso di nome e di fatto) è riuscito a liberare le vie aeree della neonata e salvargli la vita. «Ora spero solo di rivederla e riabbracciarla al più presto», ha concluso il carabiniere.
 


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Ultimo aggiornamento: 09:07 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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