ROMA

Roma, dai Capitolini al Macro, come riaprono i musei. La mostra Torlonia slitta a settembre

Sabato 16 Maggio 2020 di Laura Larcan
Mascherine obbligatorie (in vendita anche nei musei), ticket online con prenotazione obbligatoria, termoscanner per misurare la temperatura dei visitatori, turni di ingresso ogni venti minuti e distanze di sicurezza. Riparte la cultura capitolina a norma di sicurezza. Per passaggi graduali e fasi sperimentali. Dal 19 maggio porte aperte ai Musei Capitolini, a Palazzo Braschi con la grande mostra su Canova (evento che resterà aperto fino al 21 giugno) e al Palazzo delle Esposizioni. Dal 2 giugno aprono tutti gli altri musei, dall’Ara Pacis ai Mercati di Traiano e Fori Imperiali, dalla Centrale Montemartini ai siti sull'Appia Antica, dalla Galleria comunale di arte contemporanea ai musei di Villa Torlonia e Villa Borghese, passando per il Museo di Roma in Trastevere, a Casal de' Pazzi e della Repubblica Romana. Mentre dal 26 maggio ripartono le biblioteche. A metà luglio sarà la volta del Macro e del Mattatoio. La grande mostra sulla Collezione Torlonia attesa a Palazzo Caffarelli in Campidoglio slitta a dopo l’estate.

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«Ripartire serve a tutta la nostra comunità dei musei, con l’idea di arrivare a regime per la Festa della Repubblica», dice la sovrintendente Maria Vittoria Marini Clarelli che ha affiancato l’assessore alla Crescita Culturale e vicesindaco Luca Bergamo nella videoconferenza di presentazione del programma. «Si riparte dal 19 maggio e iniziamo a riaprire a carattere sperimentale - precisa Bergamo - Si riapre rispettando le linee guida del Cts e della conferenza delle Regioni. Vogliamo dare il segnale che la vita di comunità può riprendere, con regole in sicurezza e controllando gli effetti
».

Cesare Pietroiusti, presidente del Palaexpo, ha illustrato il programma dei suoi spazi espositivi. Dal martedì 19 maggio, porte aperte al Palazzo delle Esposizioni: le due mostre "Metropoli" di Gabriele Basilico (fino al 2 giugno, poi sostituita dal World Press Photo) e la retrospettiva di "Jim Dine" sono state prorogate grazie alla disponibilità del Centre Pompidou (l'evento resterà aperto fino a fine luglio, per poi consegnare il palazzo alla Quadriennale che inaugurerà a ottobre). «Lo stesso Jim Dine ci ha mandato un video commovente, ringraziando la città di Roma per aver organizzato la mostra migliore della sua carriera artistica», racconta Pietroiusti. Riaprirà anche il bookshop e una sezione del laboratorio della didattica con mostre di Munari e Rodari in collaborazione con le Biblioteche. E nella Sala della Fontana si può vedere a distanza la mostra di Milton Manetas su 40 ritratti di Julian Assange. Nel polo del Contemporaneo, si lavora alla riapertura del Macro con la direzione di Luca Lo Pinto (già online il nuovo sito), a metà luglio

E’ la sovrintendente Maria Vittoria Marini Clarelli ad entrare nel dettaglio del programma: «Siamo contenti ed emozionati di attivare la fase sperimentale di riapertura dal 19 maggio con i Musei Capitolini, simbolo per eccellenza, visto che sono stati i primi musei pubblici del mondo. Come si riapre? Applicheremo le linee guida del Cts e della conferenza delle Regioni - spiega la sovrintendenza - Nei primi tre giorni, dal 19 al 21 maggio, i Musei Capitolini saranno dedicati solo ai titolari della card Mic. La prenotazione sarà obbligatoria, con obbligo di mascherina per i visitatori, termoscanner per misurare la temperatura del pubblico, e pannellistica per il distanziamento».

La presidente della Commissione Eleonora Guadagno ribadisce che «Dal 26 maggio anche le Biblioteche renderanno accessibili, si comincia con le prime 15, poi intera rete. Con possibilità di prestiti».
Ultimo aggiornamento: 27 Maggio, 18:09 © RIPRODUZIONE RISERVATA