Ardea, la beffa delle case popolari assegnate con l'abusivo dentro. La videoinchiesta

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Sabato 22 Gennaio 2022, 19:01 - Ultimo aggiornamento: 24 Gennaio, 11:39

di Giuseppe Scarpa
(immagini Luca Bonaccorso/Ag.Toiati)

Il bando è stato aperto. Chi è senza casa ad Ardea, e ha tutti i titoli per ottenere un immobile, può inoltrare, a partire dal dicembre 2021, la richiesta al Comune per l'assegnazione di un appartamento popolare. Si tratta però di una graduatoria a cui non coincide l'ingresso in una delle 200 case popolari del Paese di 50mila abitanti a sud di Roma. Anche perché gli appartamenti  sono "quasi tutti occupati", come spiega il sindaco Mario Savarese. "E' la prima volta, in 50 anni, che ad Ardea si cerca di stilare una lista per gli aventi diritto- rivendica il primo cittadino -  Non era mai stato fatto".  A tutto ciò, però, si aggiunge, l'istituzione di una Commissione per "la regolarizzazione degli alloggi Erp di proprietà comunale occupati senza titolo". Una sanatoria. "Questo serve a capire, tra chi occupa, chi ha in realtà il titolo per viverci oppure chi non lo ha", aggiunge Savarese. "Stiamo ancora processando le domande, a breve avremo gli esiti", sottolinea il primo cittadino. Insomma a chi ha sempre atteso, senza sfondare i portoni per prendere possesso di una casa clandestinamente, pare una follia. Ma così è.  Il problema, secondo Anna Maria Tarantino, consigliere comunale, è anche un altro. La poca reattività dell'amministrazione nell'assegnare gli immobili che si liberano.

"I due uffici patrimonio e servizi sociali, per vari motivi, spesso non riescono a dialogare tempestivamente. Questo - afferma - permette le occupazioni. Ad esempio, durante le feste di Natale, una signora è venuta a mancare, i parenti hanno portato le chiavi ma in Comune, in quel momento, non c'era nessuno che potesse redigere il verbale di presa in carico affinché venisse riassegnato l'appartamento. Nel frattempo - conclude - la casa è stata occupata". La legge non scritta degli abusivi è più rapida di quella dello Stato.   Ad ogni modo Savarese rivendica le sue scelte politiche. Il sindaco è convinto che in questo modo si riesca a ripristinare un minimo di legalità. "Avremo una graduatoria, regolarizzeremo chi può abitare in una casa popolare".  Nel frattempo, però, la situazione resta disastrosa nei 42 appartamenti di proprietà del Comune dislocati tra piazza Belvedere, via Banti, piazza Mazzini, piazza del Popolo e via del Tempio. La situazione non va certo meglio per quanto concerne i 192 immobili dell'Ater, la metà sono in via dei Fenicotteri a Tor San Lorenzo mentre i restanti sono nella zona del centro storico tra via Crispi, via Poerio e piazza Mazzini. 

LE OCCUPAZIONI 
Intanto il mercato nero degli immobili popolari continua fiorente, nonostante i tentativi di ristabilire la legalità. "L'ho pagata dieci milioni di lire".  Per Paola, occupante abusiva di una casa in via dei Fenicotteri alla periferia di Ardea, è tutto normale. Lei il suo immobile lo ha "comprato". Quindi è suo. Anche se ammette "la gente di fuori queste cose non le capisce". Il suo appartamento, sala con angolo cottura, un bagno, due camere da letto e un balcone, l'ha acquistato da un'anziana signora 24 anni fa. Dieci milioni di lire in nero per avere le chiavi ed entrarne in possesso. Un possesso illegale legittimato da una regola non scritta. Un patto che, tra i clandestini delle case popolari, viene rispettato alla lettera. "Abbiamo fatto un accordo verbale", sottolinea. Insomma il notaio non l'hanno mai visto da queste parti. E mai sarebbero potuti andare a fare un regolare passaggio di proprietà perché questi immobili sono o del Comune o dell'Ater. Paola, che da due decenni vive da queste parti, racconta come il mercato sia cambiato negli ultimi anni. "I prezzi sono saliti con l'euro". Inoltre occorre fare anche una distinzione, dice la donna, "normale o di lusso". Per il primo sono sufficienti "14 mila euro, per un immobile più pregiato fino ai 20 mila euro". Questo accade quando all'interno si trovano mobili di un certo valore e la casa, tutto sommato, è in buone condizioni. "Io - aggiunge la donna - non ho mai avuto grossi problemi con la giustizia, alla fine la casa ti rimane. Da poco, però, i carabinieri hanno sfrattato una vicina di casa". Adesso il Comune vorrebbe imporre la legge da queste parti. "Dobbiamo farlo con prudenza - afferma il sindaco - dobbiamo evitare un conflitto sociale".

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