Roma, il caso dei bus senza età: Atac ignora i km percorsi

La risposta dell’azienda a un quesito sulla flotta di superficie per l’anno 2021

Roma, il caso dei bus senza età: Atac ignora i km percorsi
di Fernando Magliaro
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Venerdì 29 Aprile 2022, 00:18 - Ultimo aggiornamento: 17:25

«Atac non dispone del dato “km percorsi dall’inserimento nella flotta aziendale”»: ovvero, Atac non è in grado di dire quanti chilometri abbia effettivamente percorso ogni suo veicolo dal giorno in cui è entrato in servizio. L’affermazione arriva direttamente dall’Azienda in risposta a una richiesta di accesso agli atti presentata dal Messaggero. Avevamo chiesto, a fine marzo, di avere i dati sulla composizione della flotta di superficie. In pratica, sapere nel 2021 quanti bus, filobus, vetture elettriche e tram avessero prestato servizio in città.

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Chiedendo all’azienda anche dei dati specifici: il numero di matricola, il modello e la casa produttrice, a quale titolo il mezzo fosse in servizio (se acquistato, noleggiato, in leasing e via dicendo), il deposito di assegnazione. E, poi, due dati numerici: quanti km ogni vettura avesse percorso nel 2021 e quanti ne avesse percorsi dal giorno in cui era entrata in servizio nella flotta aziendale. Per agevolare la risposta avevamo anche chiesto che potessero fornire semplicemente il numero di kmq percorsi dalla data di immatricolazione: in fondo, questi numeri sono disponibili sul contachilometri di ogni veicolo.

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RICAMBI SCADENTI

Tutti dati essenziali per avere un quadro chiaro della flotta dei vari veicoli che, quotidianamente, girano per le strade della Capitale: un quadro che avesse anche una specifica finestra sulle modalità di utilizzo delle vetture. Dopo un mese, Atac ha risposto fornendo una quarantina di pagine con quasi tutti i dati, omettendo però di indicare il totale generale dei km percorsi da ogni singolo veicolo a partire dall’entrata in servizio nella flotta. E, a specifica ulteriore richiesta di avere il dato mancante, la risposta dell’Azienda: «Non li abbiamo».

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Il dato è fondamentale: giusto ieri Il Messaggero ha reso conto della posizione della Procura sui bus flambé. Mezzi vecchi, manutenzioni «tutt’altro che adeguate» affidate a ditte esterne e pezzi di ricambio scadenti recuperati da altri bus. Per cui, da piazzale Clodio sono uscite una serie di prescrizioni che l’Azienda deve portare a compimento fra 30 e 120 giorni fra le quali spiccano il miglioramento degli interventi di manutenzione e il controllo puntuale sulle ditte esterne che se ne occupano visto che spesso erano le stesse aziende che avevano controllato i mezzi prima dei roghi. Fra le altre prescrizioni, anche la messa in sicurezza dei depositi delle vetture visto che frequentemente molti roghi - Magliana e Tor Sapienza su tutti - si sono verificati nei parcheggi dei bus creando moltissimi danni per la vicinanza delle vetture parcheggiate.

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INCENDI

Ora arriva questa laconica risposta la cui importanza è intuibile facilmente: un bus non è vecchio solo per l’età anagrafica. Lo diviene anche a causa dell’usura, specie in una città famosa per le sue buche come Roma. Per cui, semplificando, è effettivamente più vecchio e usurato un bus di 2 anni di vita e 100mila km percorsi piuttosto di uno che magari di anni ne ha 5 ma ha percorso solo mille chilometri. Del resto, poche settimane fa, l’assessore alla Mobilità, Eugenio Patané, aveva annunciato la volontà del Campidoglio di procedere alla dismissione di alcune centinaia fra le vetture più vecchie, vetture però che continuano a girare per le strade di Roma e fra le quali si conta il maggior numero di autobus andati a fuoco negli ultimi sei anni. La relazione fra chilometri effettivamente percorsi da un veicolo e i roghi sui mezzi Atac è uno degli elementi sui quali si è appuntata l’analisi dei periti così come quella di utilizzare parti di veicoli fermi come pezzi di ricambio per altri bus da mandare in strada a servizio degli utenti. Il rinnovo della flotta nell’ultimo biennio ha contribuito a ridurre l’età media dei mezzi di un paio d’anni dai quasi 12 del 2018 ma, appunto, il parametro esclusivamente anagrafico dei veicoli non risolve il problema della vetustà dei mezzi.

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