Roma, presi i due pirati della strada di Ostiense e Tor San Lorenzo

Travolge e uccide un ragazzo vicino a via di Decima: 30enne in manette. Per il mortale del 26 ottobre scorso fermato un operaio

Ostiense e Tor San Lorenzo, presi due pirati della strada
di Stefano Cortelletti e Flaminia Savelli
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Lunedì 1 Novembre 2021, 00:16 - Ultimo aggiornamento: 12:18

Due incidenti mortali. Due fuggitivi sulle strade della città arrestati e accusati di fuga, omissione di soccorso e omicidio stradale. Ad Ardea in manette è finito un operaio di 46 anni che martedì sera al volante di una Renault Master ha travolto e ucciso un pedone sulla Laurentina per poi scappare via. La notte tra sabato e domenica invece, il pirata della strada a bordo di un’Audi A3 ha travolto uccidendolo un centauro lungo la via Ostiense e quindi si è dato alla fuga. 

 

INDAGINE “LAMPO”

Il terribile incidente lungo la via Ostiense è avvenuto poco dopo la mezzanotte di sabato. L’Audi A3 e il centauro a bordo di uno scooter Sh viaggiavano in direzione Roma. Quando, forse per una manovra azzardata della macchina, all’altezza di via di Decima si sono scontrati. A causa dellì impatto la vittima, Alessandro Tavanti di 24 anni, è stato sbalzato per diversi metri: mentre era agonizzante a terra, il pirata della strada ha ingranato la marcia ed è scappato. Quando i sanitari del 118 sono arrivati sul posto, il giovane era già deceduto.

Per le indagini sono stati incaricati gli agenti del X gruppo Mare ma la caccia al fuggitivo è durata appena una manciata di ore. Gli investigatori hanno infatti visionato le immagini di video sorveglianza di alcune attività lungo la via Ostiense. A incastrare l’uomo, un romano di 29 anni, sono stati i fotogrammi di un benzinaio dove si era rifornito poco prima dello schianto. Rintracciato nella sua abitazione nel quartiere Parioli ha tentato ancora di sfuggire alle sue responsabilità: «La macchina mi è stata rubata, non ero io alla guida» si è difeso. Una tesi che non ha retto: gli agenti del I gruppo lo hanno quindi arrestato e portato negli uffici del comando Generale. 

L’OPERAIO IN FUGA

«Ho investito un cinghiale», avrebbe invece detto G.R., 46 anni, operaio di Ardea restituendo il Renault Master al suo proprietario con lievi danni al faro e alla freccia. Invece sapeva di aver falciato e ucciso Faycal Bejaoui, 58 anni, che martedì sera stava rientrando a piedi verso casa sulla Laurentina alle porte di Tor San Lorenzo. Il 46enne, operaio, ha ammesso le sue responsabilità ai carabinieri che nella tarda serata di sabato si sono presentati a casa sua per arrestarlo con la grave accusa di omicidio stradale e omissione di soccorso. I carabinieri di Anzio, intervenuti dopo l’incidente, avevano acquisito le immagini delle telecamere di videosorveglianza del Comune. È stato individuato un furgone rosso con scritte bianche diretto verso Anzio. Dai fotogrammi non si leggeva la targa, né le scritte.

Il lavoro certosino dei militari diretti dal capitano Giulio Pisani si è basato sulla ricerca su internet di ditte della provincia di Roma che avevano in dotazione quel tipo di furgoni rossi: è emersa una società di trasporti pianoforti della periferia romana, a Casal Lumbroso, dove i carabinieri si sono recati per un sopralluogo. Al loro arrivo, gli uomini dell’Arma hanno immediatamente trovato il Renault Master parcheggiato nel piazzale della ditta con lievi danni alla freccia e al faro: gli stessi frammenti mancanti che erano stati ritrovati sul luogo dell’incidente la sera dell’investimento. Il titolare della ditta così ha ricostruito il percorso del furgone: quel martedì era stato prestato al 46enne per tornare ad Ardea, visto che la sua auto era in panne. «Mi ha detto che aveva investito un cinghiale rientrando a casa - ha riferito il titolare della ditta di trasporti ai carabinieri - e gli ho creduto». L’operaio è stato arrestato. 

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