«Paga o ti rovino l'auto», parcheggiatore abusivo condannato a 16 mesi per estorsione a Roma

È successo nel luglio 2017 a piazza Fiume. L’accusa è estorsione. L’uomo ha anche preso a pugni la macchina, danneggiandola

«Paga o ti rovino l'auto», parcheggiatore abusivo condannato a 16 mesi per estorsione
di Francesca De Martino
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Mercoledì 18 Maggio 2022, 08:32 - Ultimo aggiornamento: 19 Maggio, 09:10

Si era messo tra il montante dell'auto e lo sportello, così da bloccare una donna nella sua auto, in un caldo pomeriggio di luglio di 5 anni fa, nel parcheggio di piazza Fiume a Roma: per lasciarla in pace e andarsene via avrebbe dovuto ricevere dalla vittima almeno qualche moneta. Altrimenti la macchina, a suon di pugni, avrebbe fatto una brutta fine. Per questi fatti un parcheggiatore abusivo, Amir Nur Ali, 26enne di origini somale, è stato condannato dal Tribunale a 16 mesi di reclusione per tentata estorsione ai danni di una 49enne romana. Il pm Mario Pesci aveva chiesto per l'imputato 3 anni.


I FATTI
I fatti contestati risalgono all'11 luglio 2017. Sono appena passate le quattro di pomeriggio quando la donna, secondo quanto emerge dal verbale, arriva a bordo della sua auto, una Skoda Kodiaq, a piazza Fiume e trova posto per lasciare la macchina nel parcheggio comunale. La donna scende dal mezzo, va verso la macchinetta per andare a pagare il biglietto del parcometro. Ma, in quel momento, viene avvicinata dall'imputato che le chiede qualche moneta per averla aiutata a trovare uno spazio libero. «Adesso mi servono le monete, se dopo il ticket mi rimane qualcosa te le lascio», risponde la signora alle richieste del 26enne. Al ritorno, la 49enne apre la sua Skoda per posizionare la ricevuta del pagamento sul parabrezza. Ed ecco che spunta, all'improvviso, di nuovo il parcheggiatore abusivo: «Se non mi dai i soldi ti rompo la macchina», queste le minacce che urla il giovane alla donna, mentre si infila di forza tra il montante dell'auto e lo sportello per non farla scappare via. Poi, per terrorizzarla, tira pugni al cofano del mezzo, fino ad ammaccarlo. La donna grida «aiuto», ma nessuno interviene, finché non riesce a schivare il ragazzo. Poi, una volta libera, chiama le forze dell'ordine. Dopo pochi minuti arrivano gli agenti del commissariato di polizia Salario che riescono ad arrestare il giovane.


Nello specifico, secondo quanto ricostruisce l'accusa, l'imputato, «al fine di procurarsi un ingiusto profitto», con continue minacce di «danneggiare l'autovettura» della persona offesa, avrebbe provato a costringere la vittima a farsi consegnare del denaro. E le avrebbe impedito di uscire dalla macchina «posizionandosi tra il montante dell'auto e lo sportello - annotano i magistrati nel capo d'imputazione colpendo successivamente l'autovettura con dei pugni sul cofano provocando visibili ammaccature e tentando la fuga». Ora, per l'imputato, il giudice monocratico ha emesso sentenza di condanna.


IL PRECEDENTE
Un caso simile era accaduto nel giugno 2018. Le vittime erano due ventenni che stavano parcheggiando in via della Circonvallazione Nomentana, di fronte alla stazione ferroviaria. Quando erano scese dall'auto, d'un tratto, avevano capito di essere osservate da un parcheggiatore abusivo e avevano cercato di evitarlo. Ma l'uomo le aveva seguite e, in maniera aggressiva, aveva cercato di tampinarle per avere dei soldi. Le ragazze avevano dato all'uomo tutte le monete che avevano, ma non gli erano bastate: «Che ci faccio con un euro. Datemi altri soldi o vi ammazzo», aveva detto, terrorizzandole.

I parcheggiatori abusivi rimangono l'incubo dei romani e dei turisti a caccia di un parcheggio, nei luoghi più gettonati della città e non solo. Ad aprile di quest'anno il bilancio degli interventi registrati dalle pattuglie della polizia locale ammontava già a duemila. I numeri facevano riferimento al periodo che va da gennaio a metà marzo 2022: i controlli si erano concentrati soprattutto nel I, VI, IX e X Municipio. In tutto il 2019, gli interventi erano stati 8.500 e in tutto il 2021 circa seimila. Inutile prendere in esame i dati del 2020, pressoché vicini allo zero, considerato il lockdown. Nel 2022 c'è stata un'impennata dei controlli, legata a un'escalation del fenomeno.

 

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