ROMA

Barberini ferma un anno, dietrofront del Comune: niente sgravi ai negozianti

Venerdì 14 Febbraio 2020 di Fabio Rossi
Barberini ferma un anno, dietrofront del Comune: niente sgravi ai negozianti

Niente risarcimenti per i commercianti dell'area di piazza Barberini, colpiti duramente da oltre dieci mesi di chiusura della stazione della linea A della metropolitana. La maggioranza targata M5S si spacca sulla mozione, sbarcata ieri in assemblea capitolina, che prevedeva di applicare «nei confronti degli esercizi commerciali ed artigianali situati nell'area limitrofa alla stazione Metro A di piazza Barberini, le agevolazioni sui tributi comunali ai sensi dell'art. 1 c.86 L.546/1995». Il documento, presentato dal gruppo di Fratelli d'Italia, ha ottenuto i voti favorevoli anche del Pd e della Lega.

I Cinque stelle, invece, si sono spaccati: 14 consiglieri di maggioranza si sono astenuti, nove hanno votato contro, provocando la bocciatura della mozione che, almeno per il momento, chiude le porte a un ristoro delle perdite subite dagli esercenti della zona, stimate complessivamente in circa due milioni. «Invece di chiedere scusa e assumersi le proprie responsabilità, i Cinque stelle respingono una proposta di buonsenso - commenta Lavinia Mennuni (Fdi) - mostrando ancora una volta la loro inadeguatezza per il governo della città». Il capogruppo di Fratelli d'Italia, Andrea De Priamo, parla di «faccia tosta» e di «maggioranza grillina senza vergogna, dopo 319 giorni di chiusura totale della metro Barberini».

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La bocciatura della mozione provoca un altro punto di frattura tra la giunta capitolina e la maggioranza in aula Giulio Cesare. Il presidente della commissione commercio, Andrea Coia, passa il cerino acceso all'esecutivo di Virginia Raggi, parlando di «mozione inutile, dal momento che abbiamo approvato una delibera che dà alla giunta il margine per decidere su tali questioni: ci sono già degli strumenti a disposizione, come il regolamento su Osp e Cosap licenziato a dicembre che prevede che la giunta possa deliberare riduzioni, esenzioni o sostegni a imprese in crisi». Come dire: ci pensino loro a trovare il modo di risarcire i commercianti. Carlo Cafarotti, assessore alle attività produttive, risponde a stretto giro, chiedendo all'assemblea di fornire al Campidoglio «risorse puntuali» per risolvere la questione. In altre parole: il consiglio comunale inserisca i fondi per gli esercenti nella prima variazione di bilancio utile. La sindaca, nei giorni scorsi, ha scritto alla Ragioneria generale chiedendo di trovare il metodo migliore: sotto forma di sgravi (per esempio della tariffa rifiuti) o veri e propri indennizzi economici. «Il danno economico c'è stato e il Comune non può continuare a perdere ancora altro tempo», attacca Stefano Pedica, della direzione romana del Pd.
 

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