CORONAVIRUS

Il Lazio riparte dalla Sanità pubblica: 110 milioni per nuovi ospedali e tecnologie innovative

Venerdì 19 Giugno 2020 di Camilla Mozzetti

La pandemia da Covid-19 ha insegnato una cosa: servono investimenti per rilanciare e migliorare ancora di più la rete della sanità pubblica regionale attraverso la creazione di nuovi ospedali, ambulatori e la dotazione alle varie strutture di tecnologie e macchinari all'avanguardia. Oltre a «ripensare l'intero sistema delle Rsa e delle case di riposo», come spiega il governatore Nicola Zingaretti. Riparte da qui la Regione Lazio in ambito sanitario: sarà firmato oggi il decreto del governatore con cui l'Ente stanzia 110 milioni di euro per 18 interventi, 14 dei quali relativi all'ammodernamento tecnologico. «Oggi è una giornata importante - commenta l'assessore alla Sanità Alessio D'Amato - i tempi saranno rapidi compatibilmente con quelli delle gare pubbliche. I fondi sono in buona parte fondi dello Stato e per una parte importante, ovvero 6 milioni, finanziati dalla Regione».

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Entrando nel dettaglio, su Roma città è previsto l'acquisizione di macchine di ultima generazione - angiografi, tac, risonanze magnetiche - per gli ospedali Sant'Eugenio, Cto, San Filippo Neri, Nuovo Regina Margherita, Sant'Andrea, Tor Vergata, San Camillo e Umberto I. All'Ifo tramite un finanziamento di 25 milioni di euro sarà creato il centro per la protonterapia ovvero «La terapia più avanzata per la lotta ai tumori», aggiunge D'Amato. In questo modo la struttura ospedaliera diventerà punto di riferimento italiano per l'area Centro-Sud del Paese. Non solo. Nella Capitale altri interventi di ammodernamento tecnologico riguarderanno il policlinico di Tor Vergata «dove - aggiunge ancora l'assessore alla Sanità - sarà ultimato il terzo livello della "Torre 8" con un investimento di 5 milioni 400mila euro. Un intervento importante per ampliare i servizi in quel bacino tra i più popolosi della città». Ancora: il policlinico Agostino Gemelli potrà contare su un nuovo corpo di fabbrica per il Dea di II Livello (investimenti da 23 milioni di euro) per servire meglio l'area a nord della Capitale mentre a sud, in previsione dell'apertura del pronto soccorso del Campus Bio Medico la struttura ospedaliera sarà ammodernata grazie a 2 milioni 600 mila euro. 

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Nella provincia di Roma poi gli interventi si divideranno tra il potenziamento dell'emodinamica, l'ammodernamento della radiologia più altri lavori di ristrutturazione all'ospedale San Paolo di Civitavecchia, mentre a Colleferro, Palestrina, Tivoli e Anzio e Nettuno le strutture ospedaliere potranno contare su nuovi macchinari: 3 nuove tac, 2 nuove risonanze magnetiche in tutto più una serie di lavori di manutenzione e messa in sicurezza. A Latina il Santa Maria Goretti vedrà con 9 milioni 400mila euro la realizzazione di un corpo di fabbrica aggiuntivo, a Frosinone verrà potenziato il polo oncologico di Sora con la dotazione di un acceleratore lineare per il contrasto alle malattie tumorali. Infine Rieti e Viterbo: nel primo caso sarà migliorato l'ospedale cittadino e creato il nosocomio di Amatrice, nel secondo invece sarà completato il presidio di Belcolle e adeguate le strutture di Montefiascone e Ronciglione. 

«Abbiamo reagito al virus con le azioni del "lockdown" e le misure sanitarie che abbiamo adottato - commenta il governatore Nicola Zingaretti - ma oggi dobbiamo reagire alla crisi economica, produttiva e sociale con l'impegno nel tutelare la salute dei cittadini e dar seguito a quegli investimenti necessari per riaccendere i motori dell'economia. Questo permetterà anche di ritrovare e far crescere la fiducia. Vogliamo dare un contributo di innovazione che in questi giorni ci ha portato a inagurare caniteri dell'alta velocità su infrastrutture sul ferro e oggi presentiamo un nuovo modello di difesa e diritto alla salute dopo il Covid». «Non ci sono scorciatoie - prosegue il governatore - alla percezione della paura bisogna rispondere con fatti concreti e investire 110 milioni sulla sanità è uno dei modi per dire che stiamo ricostruendo il futuro». 

Attenzione infine anche alle Residenze sanitarie assinstenziali e alle case di riposo: realtà che necessitano di essere «ripensate», concordano Zingaretti e l'assessore D'Amato. Recentemente il Consiglio regionale ha votato una mozione per il potenziamento dell'assistenza domiciliare: strada che sarà seguita in futuro. E mentre già due Rsa pubbliche sono state aperte in questi mesi di emergenza sanitaria - quella di Genzano e di Albano - il responsabile della sanità regionale annuncia l'apertura di una terza Rsa pubblica presso l'ex ospedale di Zagarolo. «Imparare dal Covid significa rilanciare un modello diverso - conclude Zingaretti - sull'assistenza anziani non c'è dubbio che dovremo rivedere il sitema delle Rsa ma più in generale anche il tema delle case di cura: non possiamo più avere dei luoghi dove si mettono gli anziani senza criteri precisi». 

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Infine rassicurazioni sulla ripresa delle attività sanitarie extra-Covid con il recupero entro i prossimi 60 giorni delle prestazioni (controlli ma anche visite specialistiche programmate) che in queste settimane sono state interrotte a causa dell'emergenza.

 

Ultimo aggiornamento: 13:32 © RIPRODUZIONE RISERVATA