Bracciano, pestato dai bulli a 13 anni sul campo di calcetto: gli aggressori lo hanno afferrato per il collo

Per la vittima trenta giorni di prognosi

Bracciano, pestato dai bulli a 13 anni sul campo di calcetto: gli aggressori lo hanno afferrato per il collo
di Chiara Rai
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Giovedì 15 Settembre 2022, 22:33 - Ultimo aggiornamento: 16 Settembre, 07:11

«Ciccione, pezzo di me.., tu e quella p.... di tua madre». È stato preso a pugni e calci, lo hanno afferrato al collo e poi sbattuto la testa contro una inferriata del campo da calcetto in via dei Lecci a Bracciano. Una, due, tre, volte fino a rendere necessaria per i familiari una corsa al pronto soccorso, dove i medici gli hanno diagnosticato 30 giorni di prognosi. La vittima è un ragazzino di 13 anni aggredito da un coetaneo e un ragazzo di 20. È quest’ultimo ad aver menato duro. Una lite iniziata con delle offese e subito degenerata, fino ad arrivare alle mani. Il due contro uno è finito male per l’adolescente, che inizialmente ha reagito con male parole quando un coetaneo ha offeso lui e la madre, mentre giocava. 

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L’AGGRESSIONE

Oggi il ragazzo è ancora sotto choc, le ferite fanno male, sia quelle fisiche con numerosi traumi ed ematomi, sia maggiormente quelle ‘invisibili’ dovute alle offese, all’atteggiamento da bulli assunto dagli altri due. L’aggressione è avvenuta sabato nei campetti di Bracciano Nuova. A raccontarla sui social in prima battuta è stata la sorella maggiore del tredicenne malmenato: «Come al solito è andato a giocare a calcetto - dice la ragazza - ed è ritornato a casa malmenato da un ragazzo di 20 anni - non una ma ben due volte! (di cui ovviamente so’ le generalità.)». Ieri la sorella ha fatto sapere di aver sporto denuncia. I genitori sono andati alla compagnia dei carabinieri di Bracciano diretta dal capitano Simone Anelli. I militari hanno acquisito la denuncia e iniziato subito le indagini. Hanno ascoltato i vari testimoni presenti sabato nell’ora dell’aggressione e presto ci potrebbero essere nuovi sviluppi, ovvero l’identificazione dei due ragazzi.

«Mio fratello - prosegue la sorella - in partita si è scontrato con un ragazzo della sua stessa età e oltre agli insulti gratuiti (ciccione di m…ecc ecc) è stato accerchiato e addirittura hanno chiamato questo 20 enne. Dopo averlo menato la prima volta mio fratello giustamente gli ha dato del c..... (quando questo ragazzo si è allontanato) e la cosa più schifosa ancora è stata che l’anno richiamato e l’ha ripicchiato ancora…sbattendogli la testa selle grate del campetto e con le mani al collo dopo essere stato un po’ strozzato, lo ha anche minacciato di morte se fosse andato dai carabinieri».

Il tredicenne in un primo momento non ha raccontato ai genitori delle botte subite ma minimizzato l’accaduto. Poi, però, il dolore si è fatto insopportabile «Ovviamente rientrando in casa - prosegue la sorella - ho visto che mio fratello era strano e con i bozzi in testa. Siamo andati al pronto soccorso e domani andremo a sporgere denuncia. È giusto che tutti i braccianesi sappiano e magari la madre o il padre o qualche parente possa contattarmi per parlare e spiegargli che non si fa!». Tanta la solidarietà arrivata dalla comunità di Bracciano, dagli altri ragazzi, amici che si sono offerti anche di raccontare alle autorità competenti quello che hanno visto. Dalle prime informazioni non sembra che il tredicenne fosse stato altre volte preso di mira.

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