Roma, furti di carburante all'Ama: arrestati quattro dipendenti

Arrestati per associazione a delinquere anche tre fiancheggiatori, 19 gli indagati. Svuotavano i serbatoi e danneggiavano i mezzi di servizio impedendo la raccolta

Roma, furti di carburante all'Ama: arrestati quattro dipendenti
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Venerdì 7 Ottobre 2022, 07:19 - Ultimo aggiornamento: 25 Ottobre, 17:27

Invece di pulire la città dall'immondizia, sfruttavano il turno di notte per svuotare il serbatoio dei furgoncini dell'Ama, rivendendo poi centinaia di litri di gasolio ai privati. Non è tutto: per depistare eventuali indagini, non esitavano a danneggiare i mezzi, tagliando i fili dei freni o, addirittura, «levando i fusibili», come emerge dalle intercettazioni che li hanno portati in carcere per associazione a delinquere finalizzata al peculato. Su richiesta del pm Carlo Villani, la misura è stata disposta per 7 persone: 4 dipendenti Ama e 3 fiancheggiatori. Nella stessa inchiesta sono indagate altre 19 persone: i clienti, accusati di ricettazione, e 8 colleghi in forze alla municipalizzata - tra cui un capo zona -, che avrebbero utilizzato i buoni carburante di servizio per fare il pieno alla loro auto: un danno da più di 200mila euro, cifra che ieri è stata sequestrata. Due di loro, scoperti, erano stati licenziati.

I fatti

Ma torniamo agli arrestati. Con la tecnica del «risucchio» i sette sarebbero riusciti a riempire fino a cinque taniche a notte, sottraendo il gasolio dai mezzi di servizio dell'azienda. I fatti sono andati avanti per mesi, nel 2021, e sono proseguiti anche dopo che alcuni indagati avevano ricevuto un avviso di garanzia. Il dominus, stando alle indagini, era S. D., dipendente Ama. Era lui che si occupava di mettere in piedi l'attività parallela, organizzando i prelievi e anche lo smercio del carburante. Stipendiati dalla municipalizzata anche M. P., meccanico presso il centro di Rocca Cencia, incaricato di individuare i potenziali clienti del sistema, C. A., cognato di D., che aveva il compito, inseme con il collega E. F., di travasare il gasolio dai serbatoi di camion e spazzatrici.

Per il gip, «l'assiduità mostrata dagli indagati, la lucida valutazione dei rischi corsi e la determinazione nel proseguire l'attività criminosa a fronte di un profitto divenuto ormai irrinunciabile, sono elementi che dimostrano il pericolo concreto di reiterazione dei reati». E ancora: i sette sono arrivati addirittura a «danneggiare sistematicamente i mezzi Ama, in modo da renderli inservibili al solo fine di evitare eventuali controlli dopo il risucchio del carburante». Questo nonostante i veicoli «siano strumentali alla realizzazione di un servizio pubblico (pagato dai contribuenti) che risente inevitabilmente di tali continui danneggiamenti in termini di minore efficienza e speditezza». Il risultato: Roma è rimasta per mesi sommersa dai rifiuti.

 

La svolta

L'inchiesta è arrivata a una svolta quando una pentita ha parlato davanti alle telecamere della trasmissione Le Iene. La donna spiega che il carburante rubato veniva rivenduto ai centri di autodemolizione a un euro al litro, con un guadagno di 100 euro minimo a sera. Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti la base logistica del sodalizio erano gli spazi all'aperto dell'Associazione sportiva dilettantistica, a Roma Est, messa a disposizione dal gestore D. C., uno degli arrestati. Un posto, però, diventato meno sicuro quando gli indagati scoprono di essere sotto inchiesta e uno di loro trova una telecamera piazzata dagli investigatori. Da quel momento sono stati individuati altri luoghi dove effettuare i rifornimenti illegali: il deposito di via Poggio Sannita, messo a disposizione da S. S., o un altro Nella disponibilità di S. C., per l'accusa. Scrive il gip nell'ordinanza: «Una delle videocamere viene scoperta, ma D. e i suoi complici non interrompevano l'attività criminosa: la trasferivano altrove scegliendo un nuovo deposito per lo stoccaggio del carburante sottratto». Dal canto suo il presidente di Ama, Daniele Pace, fa sapere di avere «collaborato con la Procura mettendo a disposizione delle autorità tutte le informazioni necessarie».
Michela Allegri
Alessia Marani
© RIPRODUZIONE RISERVATA

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