Ama, dipendenti incastrati dalle microspie: «Sto a taglià i fili dei freni così non ritorno in strada»

Simone Daniele, l'operaio ritenuto a capo della banda, organizzava i guasti da eseguire sui camion vuoti

Ama, dipendenti incastrati dalle microspie: «Sto a taglià i fili dei freni così non ritorno in strada»
di Michela Allegri e Alessia Marani
3 Minuti di Lettura
Venerdì 7 Ottobre 2022, 07:14 - Ultimo aggiornamento: 9 Ottobre, 00:25

Sono talmente spregiudicati da avere pensato anche ai dettagli: dopo avere depredato i mezzi Ama, rubando valanghe di gasolio, manomettevano i veicoli, per cercare di depistare eventuali indagini. Simone Daniele, l'operaio della municipalizzata ritenuto dagli inquirenti uno dei vampiri del carburante, era talmente consapevole di stare commettendo un reato - per l'accusa - da essersi fatto venire le palpitazioni: «Sto a rubà tutti i giorni, ecco perché c'ho la tachicardia», dice intercettato con il cognato Cristian Argeni, il 14 aprile 2021. Gli indagati programmavano sistematicamente «i guasti da eseguire sui mezzi da lui condotti» - annota il gip nell'ordinanza - per assicurarsi «la bevuta».

Ama, le intercettazioni

Le intercettazioni sono eloquenti anche se al posto di menzionare il carburante parlano di consegne di «legna». In alcuni casi sono proprio esplicite: «Stamo a taglià i fili dei freni... in modo che glie dico che so rientrato, me s'è accesa la spia». È l'escamotage per giustificare il mancato giro per raccogliere i rifiuti dalle strade. «Stai a fà l'opera d'arte?», si dicono tra loro gli indagati prima di intervenire. «Levamo i fusibili», suggerisce addirittura un altro. Per velocizzare il riempimento delle taniche, nel deposito di via Lunghezzina viene installata addirittura una pompa elettrica. Gli indagati sono organizzati e usano cautele: è più prudente andare «con due macchine, in modo che una faccia da civetta per segnalare la presenza di forze dell'ordine» e l'altra copra alla vista il mezzo durante il prelievo: «Con la macchina piccola te se vede tutto... vai bevuto proprio».

 

Un secondo reddito

I furti, d'altronde, erano una seconda fonte di reddito fissa. Ma l'impresa diventa sempre più stressante e rischiosa. Simone Daniele si lamenta: «Sta a diventà come quando pagavo tanto de mutuo ed ero obbligato a annà a fà il doppio lavoro, qua me sta a venì na malattia, perché dopo non te butti malato, non piji ferie, tutti i giorni sto a venì». Con il gasolio, dice, paga «i prestiti, il mantenimento, tutto apposto». Per cercare di trarre il massimo profitto, gli indagati arrivano anche a modificare i turni di lavoro, «in modo da rimanere in servizio quando sui mezzi era stato effettuato il pieno». Progettano anche l'acquisto di un cancello automatico: «Pure che dovemo spenne un par de piotte per uno poco male». Il cancello è la soluzione più sicura: «Per non vedere il camion fermo là, capito?».

© RIPRODUZIONE RISERVATA