Roma, il giudice dà ragione a Fratellì: niente arresti domiciliari e potrà fare la spesa al supermercato di Fiumicino

Roma, il giudice dà ragione a Fratellì: niente arresti domiciliari e potrà fare la spesa al supermercato di Fiumicino
di Erika Chilelli
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Mercoledì 19 Ottobre 2022, 21:15 - Ultimo aggiornamento: 20 Ottobre, 11:01

Potrà tornare a fare la spesa nel centrocommerciale di fiducia, al Parco Da Vinci, a bordo della sua Jaguar, senza avere paura di finire agli arresti domiciliari. Questa volta, infatti, la legge è dalla parte di Algero Corretini, il rapper 26enne conosciuto come "Fratellì", che doveva difendersi dall'accusa di aver violato la misura di obbligo di dimora a Roma a cui è sottoposto da novembre 2021 dopo la sua uscita dal carcere di Rieti in cui era detenuto - con una condanna di 4 anni - per aver picchiato la ex compagna: la pornostar Giorgia Roma conosciuta con il nome d'arte di Simona Vergaro. 

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L'accusa

L'accusa di aver violato la misura, che ha la durata di 2 anni, a partire da novembre del 2021, è arrivata dopo che lo scorso giugno Corretini e la nuova compagna sono stati visti, in tre occasioni diverse, fare la spesa al supermercato Conad del centro commerciale di Parco Da Vinci, a Fiumicino, ad un solo chilometro da casa. Una leggerezza che al rapper poteva costare cara. Il pubblico ministero, infatti, ha richiesto un aggravamento della misura che, se accolto, poteva renderla più severa, oppure prolungarla di altri sei mesi, basandosi non solo sugli episodi della spesa, ma anche su un ulteriore fatto: ad aprile del 2022 il 26enne ha chiamato le forze dell'ordine dichiarando di essere stato minacciato all'interno del portone di casa da un soggetto che ha esploso colpi di arma da fuoco con una pistola a salve. Episodio che, per la Procura, dimostra la pericolosità sociale di Corretini, già evidenziata nel decreto applicativo della misura.

La decisione del giudice

Il giudice per le misure di prevenzione ha accolto la linea dell'avvocato penalista Salvatore Sciullo, difensore di "Fratellì": non c'era malizia nelle azioni di Corretini, le violazioni non sono ritenute di particolare rilevanza e, soprattutto, le indicazioni stradali per il centro commerciale si trovano qualche metro prima rispetto al cartello «Benvenuti a Fiumicino». Algero Corretini, così, non ha "sconfinato " come sostenuto dall'accusa, ma dovrà comunque scontare il resto della misura. Non dovrà però scegliere un altro supermercato di fiducia. 

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