Boom di nuovi poveri a Roma, +20% in un anno:
in mensa anche commercianti e imprenditori

Giovedì 21 Novembre 2013 di Elena Panarella
Aumentano le persone che si rivolgono alle mense sociali a Roma: dal 2012 al 2013 la stima è di un 20 per cento in più. Tra loro ci sono anche commercianti e piccoli imprenditori evidentemente caduti in disgrazia. A riferire le stime delle strutture convenzionate con il Comune, che attestano l’aumento della povertà assoluta nella Capitale, e a scattare la fotografia dei nuovi poveri è l’assessore alle politiche sociali, Rita Cutini. «Come Comune - annuncia - abbiamo deciso di aumentare il numero dei pasti a disposizione di queste mense, con un incremento di 138mila pasti». Gli ospiti delle mense convenzionate con iRoma Capitale dal 2012 al 2013, secondo le stime divulgate in Campidoglio, sono passati da un range di 13/15 mila persone a 16/20 mila.



Nell’elenco delle mense sociali in convenzione con l'Amministrazione ci sono il Centro Astalli, l’Esercito della Salvezza, Roma Solidarietà (Caritas), S. Egidio, Opera Don Calabria, la Cooperativa Ss.Pietro e Paolo, Un Sorriso, la Bottega solidale e Matteo 25. Cooperative e associazioni confermano: «Le nostre strutture di accoglienza, i nostri centri, le nostre mense, hanno visto aumentare sensibilmente il numero di coloro che vi hanno dovuto fare ricorso. Soprattutto è cambiato il volto dei nuovi poveri: persone che hanno subito un evento avverso, sempre più spesso italiani, uomini e donne del ceto medio risucchiati dalla crisi: molti gli anziani». E aggiungono: «L'iniziativa, voluta dall'assessore Cutini, rappresenta un segno di vicinanza a chi

vive nel disagio più estremo e un apprezzamento per il lavoro di tanti operatori e volontari. L'emergenza cui le nostre associazioni hanno dovuto far fronte, è stata resa più aspra, a causa della crisi, dalla riduzione dei sostegni pubblici».



All’indomani della giornata dell’infanzia, l’assessore si sofferma anche sui più piccoli: «Abbiamo 30mila minori in povertà assoluta». Poi sottolinea: «Tra chi bussa alle porte delle mense abbiamo trovato il commerciante, il piccolo imprenditore che ha dovuto chiudere la propria impresa e anche quel ceto impiegatizio che non ce la fa ad andare avanti. È questo il tipo di povertà che è aumentato ed è a questa povertà che dobbiamo guardare con attenzione e sollecitudine. Le associazioni ci riportano, e fanno bene a farlo, un allarme, la povertà assoluta: il numero di persone che chiede da mangiare è aumentato». La crisi, spiega Cutini, «si è abbattuta in modo trasversale su tutte le classi sociali, e noi troviamo alle mense persone che non ci saremmo mai aspettati di vedere, le persone del nostro pianerottolo, che ci vanno a causa della crisi economica, di un pagamento del mutuo, di negozi e piccole imprese che chiudono, separazioni e divorzi che possono dare un colpo anche all’aspetto economico-reddituale delle famiglie».



«Si affacciano nuove povertà: sono i nuovi poveri in giacca e cravatta che frequentano le mense della Caritas, ma anche imprenditori in forte difficoltà economica», aveva detto pochi giorni fà il commissario antiracket e antiusura, prefetto Elisabetta Belgiorno, presentando al Viminale, con il ministro dell'Interno, Angelino Alfano, la relazione sull'attività del Comitato di solidarietà per le vittime dell'estorsione e dell'usura. Il documento, ha un filo conduttore nelle parole di don Pino Puglisi: «Se ognuno fa qualcosa, allora si può fare molto». «Ma la gente si rimbocca le maniche - aveva rimarcato Belgiorno - e fa appello a quella che il Censis, nel rapporto sulla situazione sociale del Paese 2012, ha definito la restanza, ovvero la solidarietà diffusa e l'associazionismo. La squadra della restanza deve vincere con una sinergia tra Stato, associazioni antiracket e antiusura e cittadini». Ultimo aggiornamento: 22 Novembre, 11:50 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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