Roma, ucciso e messo in un sacco dell'immondizia: il pm chiede l'ergastolo per un egiziano

Lunedì 23 Aprile 2018
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Aveva nascosto il cadavere in un sacco dell'immondizia e lo aveva gettato in mezzo alla strada. Oggi, per Tartour Hamed Mohamed Hamed El Sajed, egiziano di 34 anni, il pm Fabio Santoni ha chiesto ai giudici di emettere una sentenza di condanna all'ergastolo per omicidio volontario pluriaggravato e rapina. La vittima si chiamava Hashem El Sajed Gafar Abou El Amd. Il suo corpo fu trovato nel quartiere Monteverde, a Roma, nel luglio di tre anni fa. La sentenza è prevista per la prossima settimana. I giudici si riuniranno in camera di consiglio dopo l'intervento del difensore dell'imputato, l'avvocato Domenico Naccari.

Era il 4 luglio 2015 quando, in via Pietro Cartoni, intorno alle 7 del mattino, fu trovato il corpo senza vita di Hashem, un cuoco egiziano. A dare l'allarme, un negoziante della zona, insospettito dalla presenza di un sacco gettato tra due auto parcheggiate. A riconoscere la vittima fu il fratello. Dalle indagini emerse poi che Hashem era morto dopo essere stato legato con le mani dietro alla schiena. L'imputato lo aveva bloccato cingendogli il collo con un legaccio serrato fino a soffocarlo. Dagli accertamenti emerse che Tartour aveva rapinato il connazionale di 5.000 euro che gli sarebbero serviti per pagare alcune mensilità di affitti arretrati per la frutteria che si apprestava ad aprire a Monteverde. A incastrare il giovane furono i tabulati delle telefonate tra i due e alcune incongruenze tra la testimonianza dell'omicida e quelle dei testimoni. Tartour venne quindi arrestato.
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