Rom, dalle Ferrari alle ville di lusso: i tesori nascosti dei capiclan

Rom, dalle Ferrari alle ville di lusso: i tesori nascosti dei capiclan
di Lorenzo De Cicco
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Sabato 19 Agosto 2017, 08:06

Gli status symbol della bellavita sullo sfondo degradato delle baraccopoli insalubri e scalcinate. Il bolide sfavillante e la roulotte rabberciata con il cartongesso; la villa al Portuense e i container fatiscenti. Vite da capo clan nei campi nomadi diventati negli anni terre di nessuno, nonostante l'egida del Campidoglio che dovrebbe amministrarli. E ogni volta che le forze di polizia hanno fatto capolino in queste oasi dell'incuria, hanno fatto centro. Nel malconcio villaggio di Castel Romano per anni ha abitato un bosniaco - professione: spacciatore - abituato ad aggirarsi in Ferrari o in Porsche. Come hanno scoperto i carabinieri dell'Eur, aveva un parco auto del valore di 600mila euro. Un vizio di famiglia, che infatti era proprietaria di cinque Bmw, due Mini Cooper, sei Mercedes, due Fiat 500 e sette Volkswagen. Anche il padre, nonostante avesse una villa in piazza Meucci, zona Marconi, poteva contare su due camper con annessi servizi profumatamente pagati dal Campidoglio. E di casi così se ne contano a decine.

POCHI CONTROLLI
Anche perché il Comune, pur sborsando milioni di euro ogni anno per tenere in piedi i malandati villaggi della solidarietà, poi spesso si è disinteressato dei controlli. Proprio la mancanza di verifiche e ispezioni, hanno scritto gli inquirenti, «ha comportato inevitabilmente la presenza nei villaggi di nomadi che, per anni e con oneri a carico dell'amministrazione, hanno continuato a usufruire gratuitamente dei servizi». Anche se «il 70% delle persone censite non aveva alcun titolo, in quanto clandestini, pregiudicati o soggetti con elevate potenzialità economiche».
Le ultime verifiche patrimoniali portate avanti dalla Polizia locale risalgono al 2011, quando il vicecomandante Antonio Di Maggio rintracciò 70 famiglie con un reddito medio superiore ai 70mila euro. Il caso più clamoroso, un abitante dell'accampamento di via Salone con oltre 700mila euro tra polizze assicurative e depositi sul conto corrente. Però alla roulotte comunale non voleva rinunciare.

La giunta M5S ha deciso di far ripartire i controlli. Il censimento completato a marzo, portato avanti dal vicecomandante Lorenzo Botta, è riuscito a registrare 4.500 residenti nei 9 villaggi. Ora però, per capire «chi ha bisogno dell'assistenza e chi è economicamente autosufficiente», come ha spiegato l'assessore al Sociale, Laura Baldassarre, Palazzo Senatorio ha deciso di rivolgersi agli 007 del Fisco, che hanno accesso al sistema Serpico: permette di passare al vaglio una rete di 2mila server e processare fino a 22mila informazioni al secondo sui conti correnti.

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