Roma, l'assessore Baldassarre: «Le famiglie romane potranno ospitare i migranti: avranno mille euro al mese»

di Simone Canettieri
Assessore Laura Baldassarre, questa nuova ridistribuzione dei centri d'accoglienza servirà a spegnere il malessere sociale delle periferie?
«È un tema europeo, quello dell'accoglienza diffusa. Questi sono gli esiti del primo bando, a breve ce ne sarà un altro da 780 posti».

Cosa cambia rispetto al passato?
«Abbiamo dato delle direttive sul sistema Sprar con indicazioni più stringenti che tengano conto anche della presenza dei Cas, di competenza del ministero, nei medesimi territori. Inoltre, sempre per la prima volta, apriamo l'accoglienza alle famiglie».

Ovvero?
«Anche i romani potranno ospitare i richiedenti asilo. È un modello che abbiamo studiato: in Nord Europa funziona».

Brutalizzando: i soldi invece che alle associazioni andranno alle famiglie? Si tratta di circa 1000 euro al mese, giusto?
«Attenzione non bisogna improvvisare: vogliamo provare questa sperimentazione con il supporto delle associazioni e del Comune. Sì, la cifra dovrebbe essere questa: circa 30-35 euro al giorno».

Lei accoglierebbe a casa un richiedente asilo?
«Sì, all'interno di una rete, con un forte supporto del mondo associativo. Il modello in Nord Europa funziona. Puntiamo su un'accoglienza diffusa e di qualità, con associazioni e università, per arrivare all'inclusione».

Volete cambiare paradigma, ma i risultati al momento latitano.
«Ricostruire dopo Mafia Capitale non è semplice».

La nuova accoglienza diffusa prevede centri anche nei quartieri centrali, come ai Parioli?
«Sì, lo spirito è quello, poi c'è un bando pubblico che va rispettato: non scegliamo noi i luoghi».

E il fenomeno delle occupazioni: partiranno nuovi sgomberi?
«Procediamo con un censimento delle fragilità nelle situazioni più critiche, poi anche la Regione deve fare la propria parte».

I migranti ospitati nei centri lavoreranno?
«Abbiamo attivato protocolli con la Croce Rossa e con le Biblioteche. I primi 60 richiedenti asilo potranno occuparsi della cura del verde, altri faranno volontariato negli uffici delle biblioteche comunali. In generale, saranno censite le competenze professionali di tutti gli ospiti dei centri».

Potrebbero fare volontariato anche nei municipi?
«Sì, ci sono molti informatici».

Dietro ai migranti che puliscono i marciapiedi c'è il racket?
«È un fenomeno attenzionato da altre istituzioni, non dal Comune».
 
Martedì 28 Novembre 2017 - Ultimo aggiornamento: 29-11-2017 12:27

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