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Roma, una buca ogni 60 metri di strada: le voragini non viste da Grillo

Roma, una buca ogni 60 metri di strada: le voragini non viste da Grillo
di Fabio Rossi
3 Minuti di Lettura
Martedì 3 Luglio 2018, 08:28 - Ultimo aggiornamento: 4 Luglio, 00:36

La prima buca fa bella mostra di sé proprio all'incrocio tra via Cavour e via degli Annibaldi, sulla striscia bianca che delimita il punto di arresto al semaforo. Uno scooter la schiva a stento: per fortuna era rosso e il giovane alla guida stava rallentando, altrimenti il rischio di cadere sarebbe stato alto. Complessivamente ne abbiamo contate ben 51 buche, grandi e piccole, in un solo senso di marcia: da via degli Annibaldi all'inizio dell'A24, in direzione della barriera Roma Est. Insomma, il percorso fatto l'altro giorno in auto da Beppe Grillo, dall'hotel nel centro storico della Capitale all'uscita della città, e ripreso nel video in cui il garante del Movimento 5 Stelle assicura di non aver visto «neanche una buca». Un video nel quale però non si vede gran parte del tragitto cittadino di Grillo, che abbiamo ricostruito e ripercorso passo dopo passo, con un occhio sempre fisso sull'asfalto.

IL TRAGITTO
Poco più di tre chilometri di strada fuori video, sui quasi cinque complessivamente percorsi dal comico genovese fino all'ingresso in autostrada, alla media di una buca ogni 60 metri e una condizione globalmente molto degradata delle carreggiate aperte al traffico, come ben sa soprattutto chi le percorre a bordo di mezzi a due ruote. Già alla fine di via degli Annibaldi, quando il Colosseo è ormai a portata di mano, si incontra il primo cedimento evidente nel fondo stradale. Ma proprio nel cortile di casa dell'Anfiteatro Flavio, in via Nicola Salvi, la situazione si presenta particolarmente deteriorata: ben sette buche in trecento metri, a cui si aggiungono i sampietrini che emergono dall'asfalto scrostato davanti all'ingresso del parco del Colle Oppio abitualmente utilizzato da turisti diretti alla Domus Aurea.

LA PREFERENZIALE
Un po' meglio la situazione in via Labicana: almeno nella corsia laterale rifatta pochi anni fa, all'epoca della pedonalizzazione di via dei Fori Imperiali. Soltanto tre le buche evidenti su quest'arteria - diventata fondamentale nella circolazione del centro storico - e tutte nei pressi dell'incrocio con via Merulana. Ben diversa, invece, la situazione della corsia riservata ai tram e agli altri mezzi pubblici, fortemente deteriorata: tanto che i taxi, eccetto nelle ore di gran traffico, preferiscono non utilizzarla. Panorama simile anche in via Merulana e piazza San Giovanni: non un fondo che faccia invidia alle strade del Trentino, certo, ma un po' meglio della media romana.

GLI OSTACOLI
Il vero percorso di guerra, però, parte da lì: non tanto in viale Carlo Felice - dove comunque le buche non mancano, ma soprattutto tra piazza Santa Croce in Gerusalemme e via Eleniana. Complessivamente, tra San Giovanni e Porta Maggiore si contano 24 punti in cui il fondo stradale è notevolmente danneggiato, e la situazione di piazzale Labicano non è affatto migliore. Pneumatici a rischio e mani ben salde sui manubri, infine, in viale dello Scalo di San Lorenzo: 15 le buche che si possono contare soltanto sulla carreggiata in direzione di largo Settimio Passamonti e dell'ingresso della Tangenziale est. Facile immaginare che ve ne possano incontrare altrettante nell'altro senso di marcia.

L'IMBOCCO
L'ultimo tratto percorso da Grillo è proprio quello della circonvallazione Tiburtina che costeggia il cimitero del Verano, fino all'imbocco del tronchetto cittadino dell'autostrada A24. Ma quell'asfalto i romani lo conoscono, purtroppo, molto bene. Insomma a parte le responsabilità, che si perdono in anni di manutenzione scarsa o completamente assente, difficile parlare di «nessuna buca», su quello come su gran parte dei possibili tragitti percorribili nella Città eterna.
 

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