Roma, torna in campo l'ipotesi Meloni. Salvini vuole appoggiare Marchini

Roma, torna in campo l'ipotesi Meloni. Salvini vuole appoggiare Marchini
di Emilio Pucci
3 Minuti di Lettura
Sabato 12 Marzo 2016, 10:25

«Ma perché insisti su Bertolaso?». «Sono fatti miei, o ti adegui oppure ti assumi le conseguenze e le responsabilità di rompere il centrodestra». Due giorni fa è andato in scena un vero e proprio duello al telefono tra Berlusconi e Salvini. Con il primo che blinda l'ex capo della Protezione civile e il secondo ormai intenzionato a mandare in soffitta il rapporto con il Cavaliere se non capisce che non è più lui a dare le carte. I due potrebbero incontrarsi lunedì, sono al lavoro i rispettivi staff, ma per ora il gelo è totale. Con l'ex premier irritato anche con la Meloni. Perché è chiaro che la presidente Fdi si è comportata con lealtà, ma è anche vero che è intenzionata a fare un passo avanti, lo ha detto lei stesso a Bertolaso e a Salvini («Se vuoi fare una partita sulla mia pelle io non mi tiro indietro»). E Berlusconi non ci sta a perdere la faccia, ne risentirebbe la sua leadership. Per questo motivo – per ora - ha stoppato Giorgia.
 
Senza l'avallo di FI l'ex ministro della Gioventù non si presenterà, la sua condizione è che una eventuale candidatura debba essere condivisa. Detto questo, non vuol dire che Fdi appoggi Bertolaso senza se e senza ma: se la Lega si sfila schiererà un proprio nome e non aprirà neanche all'ipotesi di un ticket. Del resto oggi alle gazebarie Fratelli d'Italia non si spenderà. Lunedì scorso in un vertice azzurro si era pensato di toccare le 30mila presenze, ma ora si è scoperto che saranno una sessantina appena le urne elettorali, neanche le cento promesse. In ogni caso l'ex presidente del Consiglio non chiederà a Bertolaso di ritirarsi nell'eventualità di un fallimento. Sarà lo stesso ex Capo della Protezione civile però a dare la disponibilità a fare un passo indietro. Berlusconi però è convinto che la sua presenza sarà salvifica. E che le teorie di Salvini naufragheranno.

I SONDAGGI
Il leader del Carroccio ha sondaggi allarmanti: a Torino la coalizione è al 13% (7% FI, 5 Lega, 1% Fdi), a Bologna non va meglio, insomma al ballottaggio si va solo a Milano. Ecco perché ha intenzione di cambiare schema: di appoggiare Marchini nella Capitale, di investire per il futuro su persone nuove, includendo anche Fitto. A Roma presenterà una sua lista, sfidera' FI senza scomodare una candidatura di bandiera (si era pensato a Pivetti). E soprattutto comincia a pensare di doversi sganciare dall'ex premier anche alle politiche, niente listone unico. L'unica paura è di essere oscurato dalle tv berlusconiane ma perlomeno su Roma, a meno di clamorosi colpi di scena (anche uomini del Carroccio stanno lavorando ad una ricomposizione), il dado è tratto. «Come faccio a fare un'alleanza con Berlusconi che a Roma non ha neanche il coraggio di presentare il simbolo di Forza Italia?», si è sfogato con i suoi il leader del Carroccio.

Per ora però il Cavaliere è inamovibile. Ha dato l'ordine di mettere fine ad ogni trattativa. Accordo solo a Milano (dove Parisi sta lavorando ad un manifesto programmatico con imprenditori e esponenti della società civile), Grosseto e Varese. Sul resto intese zero. Tanto che Berlusconi ha dato ordine a Bertolaso di attaccare anche Salvini. Il problema però è che molti big di FI temono un flop e avevano invitato l'ex premier a non esporsi più di tanto. «Meloni l'hai proposta tu per primo», hanno cercato di convincerlo. Ma niente. Si andrà sulla presidente Fdi soltanto se sarà Bertolaso a deciderlo. Del resto la stessa Meloni non si fida di Salvini. «Non possiamo darla vinta alla Lega, Bertolaso l'avevamo scelto insieme», è il muro alzato di Berlusconi. Ora occorrerà vedere se regge.

© RIPRODUZIONE RISERVATA