Raggi e l'avviso di garanzia, quando la sindaca diceva: «Gli indagati vanno cacciati»

Mercoledì 25 Gennaio 2017 di Simone Canettieri
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C'è stato un tempo, non molto tempo fa, in cui Virginia Raggi, consigliera di opposizione del M5S era per la tolleranza zero nei confronti dei condannati e soprattutto degli indagati. "Che vanno tutti cacciati" come rispondeva su Twitter a Matteo Orfini. Era il settembre 2015, Ignazio Marino traballava paurosamente (sarebbe stato deposto il 30 ottobre) e Orfini dopo l'ennesimo rimpasto provava a puntellarlo.

 

Erano anche i tempi in cui nel M5S si chiedevano dimissioni al primo avviso di garanzia perché "la presunzione d'innocenza per i politici non deve esistere", spiegava Luigi Di Maio. Poi è arrivato il governo di Roma, le cose sono cambiate e il garantismo di maniera è entrato nel dna del M5S, che lo scorso dicembre dopo il caso Marra ha vergato un nuovo codice etico. Molto più flessibile nei confronti degli indagati (come Raggi) che non vanno più cacciati (come chiedeva Raggi).

Ultimo aggiornamento: 12:12 © RIPRODUZIONE RISERVATA