Roma, grana per Atac. Il ministero dei Trasporti: garanzie sui conti o il servizio sarà sospeso

Lunedì 16 Aprile 2018 di Simone Canettieri e Lorenzo De Cicco
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Per Atac, l'azienda di trasporto pubblico di Roma, è un vero e proprio aut aut. Il ministero dei Trasporti in una lettera intima all'azienda municipalizzata di iscriversi entro 60 giorni al Ren, il registro elettronico nazionale per gli operatori della mobilità, altrimenti è pronto a revocarle la concessione del servizio pubblico.  Si tratta fondamentalmente di una fideiussione da ripresentare, perché quella vecchia è scaduta il 31 marzo e non è stata ancora rinnovata. Il Ren certifica l'idoneità economica, tecnica e finanziaria dell'azienda che in questo momento si trova ancora alle prese con l'accoglimento o meno del concordato preventivo da parte del tribunale fallimentare. Dal Campidoglio trapela tranquillità: «Si tratta di una procedura amministrativa - filtra dalla giunta Raggi - risolveremo il problema il prima possibile. Non c'è pericolo per la circolazione dei mezzi». Il Pd, con il capogruppo Giulio Pelonzi, chiede che sia la sindaca Raggi sia l'assessore Meleo riferiscano in Aula già domani, senza aspettare il consiglio straordinario di giovedì prossimo». «Roma e tutti i cittadini possono rimanere tranquilli: gli autobus continuano a circolare
regolarmente. È in corso una procedura per rilanciare l'azienda e farla rimanere di proprietà dei romani. C'è qualche politico che spera di svenderla? Questa amministrazione non lo permetterà mai». Lo scrive su Fb il capogruppo del M5S Paolo Ferrara. «In corso la procedura per rilanciare Atac chi fa allarmismo lo fa inutilmente. Non ci sarà nessun disservizio. Il Pd sa bene che Atac deve rimanere pubblica, dei romani. Nessuno speri di farla crollare per toglierla dal pubblico, venderla o anche solo cederne il servizio», twitta pure il consigliere comunale M5S Pietro Calabrese. «La cagnara che si è scatenata dopo un'indiscrezione non meglio precisata secondo cui il MIT starebbe per ritirare la concessione« ad Atac, nella quale numerosi esponenti politici si sono distinti stracciandosi precipitosamente le vesti per una notizia che subito dopo è stata fortemente ridimensionata, dimostra che la vera questione è quella di garantire ai cittadini una corretta informazione sull'appuntamento referendario del 3 giugno e
sul merito di quanto esso propone ai romani». Lo dichiarano Riccardo Magi, deputato di +Europa e Alessandro Capriccioli, consigliere regionale del Lazio di +Europa, promotori del referendum «Mobilitiamo Roma».




LA NOTA DEL MINISTERO DEI TRASPORTI
Il dicastero di via XX Settembre spiega: «Relativamente alla lettera inviata dal Mit ad Atac si precisa che si tratta di una comunicazione nell'ambito delle normali interlocuzioni tra le due amministrazioni. La lettera interviene, dopo la precedente proroga di sei mesi dell'iscrizione di Atac al Registro Elettronico Nazionale (REN), iscrizione per la quale è necessaria l'idoneità finanziaria. Scaduti i sei mesi, il Ministero informa, infatti,
della possibilità di presentare gli atti e i documenti necessari entro i prossimi due mesi, quindi altri 60 giorni, al fine di mantenere l'iscrizione al Registro, necessaria per l'esercizio delle imprese di trasporto. Immotivato quindi qualsiasi allarme di interruzione del servizio».


LA NOTA DI ATAC
«Non è avvenuta alcuna revoca della concessione del servizio di trasporto pubblico da parte dell'
Ufficio Motorizzazione Civile del Mit». Lo scrive Atac in una nota. «L'Ufficio della Motorizzazione Civile ha soltanto riconosciuto ad Atac un termine di 60 giorni entro cui presentare memorie o documenti per riscontrare la propria idoneità finanziaria all'esercizio del trasporto pubblico. Si tratta di un adempimento previsto dalla legge al quale l'azienda sta ottemperando, d'intesa con Roma Capitale»


  Ultimo aggiornamento: 17 Aprile, 00:03 © RIPRODUZIONE RISERVATA